Iniziative per sfuggire alle nuove norme repressive degli abusi

Grosse lamentele dalla organizzazione professionale Federfiori per la quale”sta dilagando la vendita abusiva di fiori e frutta in forma itinerante in violazione della normativa vigente, senza che le autorità di controllo abbiano gli strumenti giuridici idonei a contrastare il fenomeno”.
Analoghe osservazioni dalla Confesercenti che ha sottolineato l’urgenza di provvedimenti legislativi atti ad ampliare potere dei Comuni nel contrasto del fenomeno.
In effetti, la Regione ha accertato presso il Comune di Perugia che “numerosi soggetti con autorizzazioni rilasciate dai Comuni di residenza svolgono l’attività di vendita su area pubblica senza rispettare le disposizioni di cui all’art. 8 della L.R. 6 del 2000. Per tali motivi vengono sanzionati quasi giornalmente ma continuano a svolgere la propria attività in maniera irregolare, non curanti delle sanzioni comminate”. In generale, sempre secondo la Regione sono numerose le “segnalazioni da parte di Enti locali e Associazioni di categoria di crescenti fenomeni di abusivismo, particolarmente nel commercio in forma itinerante relativo alla vendita di fiori e prodotti ortofrutticoli; il fenomeno non è stato finora contrastato in modo efficace dalle sanzioni pur previste dalla L.R. 20 gennaio 2000 n. 6.”
Attualmente l’art. 8 comma 4 della legge regionale n. 6 del 2000 consente, ai titolari di autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, di effettuare soste aventi durata non superiore ad un’ora, senza porre a terra la merce in vendita, con obbligo di spostamento di almeno cinquecento metri decorso detto periodo e con divieto di tornare nel medesimo punto nell’arco della stessa giornata.
Dopo le proteste dei commercianti fissi si intende, aderendo alla tesi già affermata nel 2004 dal Ministero delle Attività Produttive, equiparare l’attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante, svolta in violazione delle disposizioni di cui all’art. 8 comma 4 della legge, ad attività totalmente abusiva e quindi punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.582,00 ad € 15.493,00 e la contestuale confisca delle merci. Dopo il Consiglio regionale di martedì 22 maggio, probabilmente vedremo gli ambulanti attrezzarsi per il “ rifornimento in volo” dei propri clienti, distribuire cartine orarie del percorso giornaliero come al giro d’Italia, nonchè vigili col cronometro e col metro, stazionare per un’ora al medesimo posto per poi mettersi a misurare il successivo spostamento degli ambulanti che, finito di disturbare un esercizio commerciale fisso, si sposteranno come api su un altro “fiore”: mal comune mezzo gaudio.
Forse questa nuova normativa risulterà un metodo per mantenere ed ancor più accentuare, nel commercio ambulante, una consistente vitalità in termini di dinamica imprenditoriale e sviluppo delle funzioni di servizio al consumatore, sia per la capillarità e flessibilità, sia per il valido rapporto qualità-prezzo di numerose merceologie, sia per gli aspetti di socialità connaturati ai mercati e anche alle forme itineranti.

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