lunedì 25 settembre 2017

Home Generali Cronaca Uragano giudiziario sui semafori intelligenti: arresti e denunce per ditte e Comuni

L'indagine ha messo sotto accusa i funzionari che hanno appaltato il servizio e gli ammistratori delle società fornitrici: in 29 città sono state riscontrate delle manipolazioni dei dispositivi elettronici

Dalla bufera giudiziaria che si è scatenata sui semafori T-Red sembra al momento che Perugia sia fuori, anche se ancora non si sa se tra le imprese indagate via sia anche quella che ha fornito le apparecchiature al Comune.
Nell’inchiesta i finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Milano hanno eseguito 4 misure di custodia cautelare, 3 arresti domiciliari ed una in carcere nei confronti di altrettanti amministratori di imprese che fornivano agli enti locali i dispositivi elettronici per la rilevazione di infrazioni al codice della strada, tra cui anche i cosiddetti “T-RED”.

Le accuse mosse agli arrestati sono l’associazione a delinquere e la turbativa di commesse pubbliche: sarebbero state accertate manipolazioni di appalti di 29 Comuni ubicati sull’intero territorio nazionale.
In alcuni casi, in accordo con gli amministratori pubblici, venivano invitate alla trattativa privata per l’affidamento della fornitura delle telecamere e degli autovelox soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati; in altri casi, invece, venivano inseriti nei bandi di gara requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee al cartello.
Secondo la ricostruzione dei fatti, i Comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici ma li noleggiavano, remunerando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate grazie ai dispositivi opportunamente tarati dalle aziende vincitrici degli appalti.

Contestualmente agli arresti, in sedici Comuni
nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia, Venezia, Modena, Benevento e Ferrara le Fiamme gialle hanno sequestrato, su decreto del pm titolare delle indagini, Alfredo Robledo, altri dispositivi elettronici (T-RED, autovelox ed autobox).
Gli accertamenti hanno riguardato 130 Comuni, sono state denunciate 21 persone: oltre ai 4 arrestati (per cui si procede anche per subappalto irregolare), risultano iscritti nel registro degli indagati 17 pubblici ufficiali, responsabili nei vari Comuni delle gare di appalto.
Per 4 di loro, sono stati contestati anche l’abuso di ufficio e il peculato.

In carcere sono finiti l’amministratore unico della Ci.Ti.Esse, ai domiciliari, il direttore commerciale della Scae Spa; l’amministratore di fatto della Centro Servizi Srl e l’amministratore unico della Tecnotraffico Srl e titolare della ditta individuale Tecnologie per il traffico.
Sono accusati di associazione a delinquere finalizzate alla turbativa degli incanti attraverso un ‘cartello’ -spiega l’ordinanza- da loro promosso ed organizzato per favorire l’acquisizione degli appalti con gli enti pubblici a vantaggio delle aziende a loro riferibili.

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