sabato 21 luglio 2018

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La struttura, di proprietà dell'Etab "La Consolazione" di Todi, è stata oggetto di un intervento di recupero ad opera di due giovani con la passione per la storia e la cultura locale
Nuova vita per la vecchia fornace di Pantalla

Più di mezzo secolo di oblio, semisepolta dalla polvere degli anni e dall’indifferenza di un mondo che va sempre più veloce e non sembra avere neanche il tempo di voltarsi indietro, per conoscere davvero la propria storia.
Sta tutta qui la ragione del recupero, non ancora concluso in modo completo, della vecchia fornace di Pantalla di Todi, abbandonata definitivamente poco dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale ed ora rinata grazie alla passione di due giovani di Todi, Massimo Rocchi Bilancini e Valerio Chiaraluce (che proprio su TamTam pubblicarono un censimento delle antiche fornaci), sempre alla ricerca di quei beni culturali “minori” che caratterizzano il territorio tuderte.
Dopo averla riscoperta nel 2006, hanno effettuato recentemente su di essa un intervento di “manutenzione straordinaria” che le ha restituito almeno in parte l’aspetto di un tempo.

Viene così arrestato il degrado di un bene culturale sicuramente “minore” ma comunque di grande interesse storico per la comunità del Tuderte e per “La Consolazione – E.T.A.B.”, ente proprietario del manufatto.
Infatti la fornace, ubicata in vocabolo Osteria sulla sinistra idrografica del fosso di Buda, a ridosso dei manufatti di presa dell’acquedotto di Pantalla, apparteneva ai beni di proprietà del Brefotrofio, una delle Opere Pie poi confluite nella Congregazione di Carità (poi I.R.B.).
Si trattava di un impianto produttivo dalle caratteristiche tecniche del tutto particolari: infatti la fornace non è costituita semplicemente da un’unica camera di cottura bensì da due pozzi affiancati, l’interro dei quali impedisce tuttora di stabilirne il diametro preciso sebbene sia probabile che abbiano dimensioni diverse.

La struttura presenta una fronte lunga 10 metri e alta la metà sulla quale si aprono le due bocche, a lungo rimaste occultate da terra di riporto ed ora, dopo l’intervento, nuovamente visibili per l’intera altezza.
La bocca di sinistra è affiancata ai lati da due piccole nicchie mentre la bocca di destra si apre in una rientranza del muro costituita da una volta in mattoni.
Nella muratura della spalla laterale sinistra è inserito un mattone recante incise le iniziali B. G., identificate in quelle del Sig. Goffredo Barberini, ancora vivente e residente in Todi, il quale intervistato ha collocato l’ultima attivazione della fornace agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale quando il padre, esperto fornaciaio, fu incaricato di produrre mattoni, coppi e tegole per la riparazione delle case di proprietà dell’ente danneggiate durante il conflitto.

Oltre che per la produzione di laterizi, è probabile che la fornace sia stata utilizzata occasionalmente anche per la produzione di calce, come dimostrerebbe la presenza di questo materiale e quella di alcune pietre semicombuste fra il terreno rimosso.
Oltre al ripristino del piano di calpestio originale, l’intervento promosso da Chiaraluce e Rocchi Bilancini ha permesso di individuare le basi di tre pilastri in mattoni che insieme ad altri sorreggevano l’originaria tettoia posta un tempo a protezione dei due “pozzi” della fornace.
“La Consolazione – Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza” si è detta disponibile, nel prossimo futuro, a completare l’opera di recupero e valorizzazione del sito (a tal fine sarà apposta una targa che riporterà i dati storici più significativi dell’opera).

L’Etab “La Consolazione”, di cui è attualmente presidente Bruno Severi, nasce il 1° gennaio 2003, dalla fusione di 9 Opere Pie. Tali Opere iniziarono a svolgere la loro funzione assistenziale e di beneficenza fin dal 1249 con le risorse di un cospicuo patrimonio immobiliare sito non solo nel Comune di Todi, ma anche nei Comuni limitrofi di Massa Martana, Marsciano, Collazzone e Gualdo Cattaneo.
Non trascurabile è l’attività che l’Ente svolge per il mantenimento e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale ereditato dell’ex IPAB.
Basta ricordare a tal proposito la gestione dell’apertura al culto del Tempio di Santa Maria della Consolazione.
E’ da ricordare, inoltre, la gestione di un centro residenziale denominato “Gruppo Famiglia” per ragazze con problematiche personali e familiari gravi e il centro per Disturbi del Comportamento Alimentare in collaborazione con la Asl n.2 di Perugia.

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