mercoledì 23 aprile 2014

Home Generali Cronaca Guida sotto l’effetto di alcool e droghe: chi ci capisce è bravo

Sentenza della Corte di Cassazione chiarificatrice sulle modalità di accertamento della guida in stato di ebrezza, mentre il Tribunale di Savona mette in dubbio l'efficacia, per la guida sotto l'effetto di droghe, degli esami di laboratorio ospedalieri 

Una recente sentenza del Tribunale di Savona potrebbe rivelarsi a doppia lama.  Il Tribunale ha,infatti, assolto un automobilista  finito sotto processo per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti perchè, secondo i giudici, il test delle urine non è sufficiente per affermare che un automobilista abbia guidato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
‘Tracce di cannabis e cocaina restano nelle urine molto più a lungo di quello che si possa ritenere: fino a 27 giorni i cannabinoidi e fino a tre giorni la “coca”, ha scritto nella sua perizia di parte un medico del Sert di Savona.
D’altro canto la lunga durata della permanenza delle tracce di droga nelle urine potrebbe confortare e rendere produttiva la sperimentazione di esami di laboratorio prima  del rilascio delle  patenti di guida.

Se per accertare che all’atto della guida si è o no sotto l’effetto di droghe la situazione si complica, non altrettanto avviene per l’alcool dove la Corte di Cassazione sembra abbia messo fine ad ogni dubbio.
Peraltro la previsione del possibile utilizzo di strumenti tecnici (onde verificare lo stato di intossicazione alcoolica del soggetto), non ha affatto escluso, disapplicato od abrogato, la possibilità che gli agenti possano pervenire al giudizio in ordine alla possibile alterazione psico-fisica della persona controllate, tramite la percezione diretta e sensoriale di atteggiamenti o comportamenti che appaiono del tutto compatibili o significativi di una assunzione oltre limite di sostanze alcooliche (ad esempio, difficoltà di articolazione di movimenti o sconnessione concettuale della stessa parola, odore vinoso etc.) .
Ma se analoghe situazioni fossero verificabili anche dopo l’assunzione di droghe, i dubbi sulla validità delle analisi cliniche potrebbero venire aggirati.

1 + = nove
condividi