venerdì 19 dicembre 2014

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La seconda parte del quadro dei provvedimenti fiscali finalizzati a sostenere le società e le associazioni sportive dilettantistiche
Le agevolazioni fiscali a favore delle società sportive dilettantistiche
LE AGEVOLAZIONI FISCALI A FAVORE DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA
(II PARTE) segue quella già pubblicata il 9 marzo scorso
Nel mondo dell’associazionismo sportivo tutti i dirigenti sportivi affrontano con
abnegazione e spirito di sacrificio tutte le problematiche inerenti la gestione operativa dei
campionati e delle gare, degli atleti, dei tecnici, il coordinamento dei gruppi ed i rapporti
con le Federazioni Sportive e/o Enti di Promozione, l’organizzazione di eventi, il
reperimento degli sponsor, la gestione amministrativa, contabile e fiscale della
società…insomma una serie di incombenze volte a favorire la pratica dello sport
soprattutto tra i giovani assolvendo ad una importante ed insostituibile funzione sociale.
Il legislatore negli ultimi anni ha prestato particolare attenzione all’attività sportiva
dilettantistica e numerosi sono stati i provvedimenti fiscali finalizzati a sostenere le
società e le associazioni sportive dilettantistiche.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida sulle disposizioni tributarie che le ASD
sono tenute ad osservare. Il quadro di sintesi verrà qui riassunto in quattro sezioni di cui
la presente è la seconda.
LE AGEVOLAZIONI PER LE IMPOSTE SUL REDDITO
IMPOSTE DIRETTE
Gli enti di tipo associativo, di cui fanno parte anche le associazioni sportive
dilettantistiche, sono assoggettate, in linea di principio, alla disciplina generale degli
enti non commerciali.
Gli enti non commerciali determinano il reddito in maniera forfetaria, applicando al totale
dei ricavi conseguiti nell’esercizio delle attività commerciali un coefficiente di redditività
variabile a seconda dell’attività svolta e dell’ammontare dei ricavi conseguiti (vedi
tabella).
Per le associazioni che invece scelgono il regime fiscale agevolato contenuto nella legge
16 dicembre 1991 n. 398, è stato individuato un coefficiente ancora più favorevole.
Esse, infatti, determinano il reddito sempre in maniera forfetaria, ma applicando ai
proventi di natura commerciale un coefficiente di redditività molto più basso (3 per
cento).
Al reddito così determinato vanno aggiunte le plusvalenze patrimoniali. Non si tiene
conto, invece, delle indennità percepite per la formazione e l’addestramento nel caso del
trasferimento di un atleta da una società sportiva dilettantistica ad una società
professionistica.
ATTENZIONE
I proventi commerciali conseguiti nello svolgimento di attività connesse agli scopi
istituzionali e quelli derivanti dalla raccolta fondi non concorrono a formare il reddito
imponibile fino ad un importo complessivo di 51.645,69 euro per periodo d’imposta e per
un massimo di 2 eventi all’anno.
13REGIME AGEVOLATO (LEGGE 398/91)
Regime agevolato (L.398/91)
RICAVI DERIVANTI da attività istituzionale NON TASSABILI
RICAVI DERIVANTI da attività commerciale, spettacoli sportivi, sponsorizzazioni, diritti
riprese televisive o trasmissioni radiofoniche TASSABILE il 3%
ENTI NON COMMERCIALI
Regime Enti non commerciali
Prestazione di servizi:
15% fino a 15.493,71
25% oltre 15.493,71 e fino a 309.874,14
altre attività:
10% fino a 25.822,84
15% oltre 25.822,84 e fino a 516.456,90
In ogni caso, le associazioni sportive, anche se svolgono per la maggior parte del periodo
d’imposta attività commerciale, non possono mai perdere la qualifica di “ente non
commerciale”.
Pertanto, anche quando non disporranno della facoltà di usufruire delle agevolazioni della
legge n. 398 del 1991, potranno sempre determinare il reddito in maniera forfetaria con i
coefficienti previsti per gli enti non commerciali.
Questo non vale per le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali che,
anche se non perseguono il fine di lucro, mantengono, dal punto di vista fiscale, la
natura commerciale.
Nei loro confronti, pertanto, non possono trovare applicazione le disposizioni relative agli
enti non commerciali.
IRAP
L’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un tributo dovuto da imprese e
professionisti il cui gettito è attribuito alle Regioni per coprire le spese dell’assistenza
sanitaria.
Il valore della produzione (che rappresenta la base imponibile su cui si determina
l’imposta) è diverso a seconda che l’associazione svolga solo attività istituzionale o anche
attività di natura commerciale.
* Nel primo caso, è dato dalla somma di:
– retribuzioni per lavoro dipendente e redditi a questi assimilati;
– compensi per prestazione occasionale di lavoro autonomo, non esercitato
abitualmente.
L’ente sportivo che ha sostenuto tali costi ha l’obbligo di compilare ed inviare la
dichiarazione Irap (Modello UNICO – Enti Non Commerciali) ai soli fini dell’imposta.
* Le associazioni che svolgono attività istituzionale e commerciale, che hanno scelto il
regime fiscale agevolato, calcolano la base imponibile Irap sommando al reddito ottenuto
ai fini Ires (applicando cioè il coefficiente di redditività del 3 per cento sui proventi
commerciali conseguiti) i seguenti costi non deducibili ai fini Irap:
– le retribuzioni pagate al personale dipendente e redditi assimilati;
– i compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non abituale;
– gli interessi passivi.
Una volta determinata la base imponibile, per determinare l’ammontare dell’Irap dovuta
si applicherà la percentuale del 4,25 per cento (o altra aliquota prevista da legge
regionale).
Il reddito imponibile e l’ammontare dell’imposta dovuta dovranno essere dichiarati
presentando il Modello UNICO – Enti Non Commerciali.
Le agevolazioni nel pagamento dell’Irap consistono essenzialmente in deduzioni dalla
base imponibile. In particolare, non concorrono a determinare il valore della produzione:I
_ i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
_ le spese relative agli apprendisti, ai disabili e al personale assunto con contratti di
formazione lavoro;
_ i compensi, i premi, i rimborsi forfetari e le indennità di trasferta corrisposti a sportivi
dilettanti.
CALCOLO DELLA BASE IMPONIBILE IRAP PER LE ASSOCIAZIONI CON ATTIVITÀ
ISTITUZIONALE E COMMERCIALE
[Proventi commerciali conseguiti (nella misura del 3%) + Retribuzioni al personale
dipendente + Compensi a collaboratori e lavoratori autonomi occasionali + Interessi
passivi – Contributi Inail – spese apprendisti, disabili e dipendenti CFL – Compensi,
premi, indennità a sportivi dilettanti].
LE ATTIVITÀ CONSIDERATE “NON COMMERCIALI”
Le associazioni sportive dilettantistiche possono considerare “non commerciali”, con i
conseguenti vantaggi fiscali, determinate attività rese nell’ambito della vita associativa, a
condizione, però, che abbiano redatto l’atto costitutivo e lo statuto nella forma dell’atto
pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata e che in essi siano presenti
ulteriori clausole (articolo 148, comma 8, del TUIR) .
Tra queste:
– il divieto di distribuire utili o avanzi di gestione;
– l’obbligo, in caso di scioglimento, di devoluzione del patrimonio a fini di pubblica utilità;
– l’obbligo di redazione di un rendiconto annuale economico e finanziario;
– l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a
causa di morte.
Ad esempio, non si considera mai “commerciale” l’attività svolta nei confronti dei propri
associati in conformità agli scopi istituzionali.
A prescindere dal rispetto delle citate clausole, le quote o contributi associativi incassati
non concorrono a formare il reddito dell’ente.
In ogni caso, si considera di natura commerciale l’attività resa dietro corrispettivi
specifici.I
E’ prevista una deroga a tale principio in base alla quale non vengono considerate di
natura commerciale (e quindi non sono tassabili) le operazioni svolte in conformità allo
statuto e in attuazione del fine istituzionale dell’ente, anche se comportano prestazioni
dietro corrispettivi specifici.
Inoltre, con un’ulteriore deroga il legislatore ha previsto che la cessione di pubblicazioni
anche a terzi non soci dietro corrispettivo non è considerata commerciale se le stesse
vengono cedute, prevalentemente, agli associati.
Vi sono delle attività considerate comunque oggettivamente commerciali. Tra esse:
– cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita;
– erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore;
– gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
– gestione di spacci aziendali e di mense;
– somministrazione di pasti;
– prestazioni di trasporto e di deposito;
– organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici;
– prestazioni alberghiere e di alloggio;
– prestazione di servizi portuali ed aeroportuali;
– telecomunicazioni e radiodiffusioni;
– pubblicità commerciale.
LE AGEVOLAZIONI PER LE IMPOSTE INDIRETTE
L’IVA
L’Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) è il tributo che colpisce la parte di incremento di
valore che il bene subisce nelle singole fasi di produzione e distribuzione, fino ad incidere
totalmente sul consumatore finale.
Un’impresa determina l’imposta, generalmente, detraendo l’importo pagato sugli acquisti
da quello incassato sui ricavi.
Per le associazioni sportive dilettantistiche l’Iva ammessa in detrazione è quella relativa
agli acquisti effettuati nell’esercizio dell’attività commerciale, purché siano soddisfatte
alcune condizioni.
In particolare occorre:
_ conservare tutti i documenti di acquisto;
_ che i beni o i servizi acquistati o importati siano inerenti all’attività d’impresa;
_ che l’attività commerciale sia gestita con contabilità separata rispetto a quella
istituzionale;
_ che la contabilità sia tenuta, anche in relazione all’attività istituzionale, in modo
corretto e trasparente.
Il regime speciale di determinazione dell’Iva
Sono previsti due regimi forfetari di determinazione dell’Iva, a seconda del volume dei
ricavi conseguiti:
•il regime forfetario previsto dalla legge n. 398 del 1991 per le associazioni che
nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito proventi derivanti da attività
commerciali in misura inferiore al limite di 250.000 euro.
Le associazioni sportive dilettantistiche che hanno scelto il regime fiscale agevolato
determinano l’imposta sul valore aggiunto in modo forfetario, e cioè applicando le
seguenti percentuali sui proventi conseguiti:
– 50 per cento dell’Iva a debito sui proventi conseguiti nell’esercizio di attività
commerciali, connesse agli scopi istituzionali;
– 90 per cento dell’Iva a debito sulle fatture emesse per sponsorizzazioni;
– 2/3 dell’Iva a debito per la cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o
trasmissione radiofonica.
L’Iva a debito si versa con periodicità trimestrale con il modello F24 senza maggiorazione
dell’1 per cento e non c’è l’obbligo per l’associazione di presentare la dichiarazione Iva
annuale.
•il regime forfetario previsto per le attività spettacolistiche, per le associazioni
con volume d’affari annuo fino a 25.822,84 euro.
In questo caso la base imponibile viene determinata nella misura del 50 per cento
dell’ammontare complessivo dei corrispettivi riscossi, senza poter operare la detrazione
analitica dell’imposta assolta sugli acquisti.
In presenza di più attività, per l’applicazione di questo regime forfetario va considerato
solamente il volume d’affari derivante dalle attività spettacolistiche.
L’IMPOSTA DI REGISTRO
Gli atti costitutivi e di trasformazione delle società e delle associazioni sportive
dilettantistiche (come quelli delle Federazioni sportive e degli Enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI riguardanti lo svolgimento dell’attività sportiva) sono assoggettati
all’imposta di registro in misura fissa, pari a 168 euro.
L’IMPOSTA DI BOLLO
Le società e le associazioni sportive dilettantistiche devono versare l’imposta di bollo per
atti, documenti, istanze, contratti (o copie), estratti, certificazioni e attestazioni da loro
poste in essere o richieste.
Non sono inoltre esentati dal pagamento dell’imposta di bollo per le quietanze emesse
per la riscossione e per il versamento delle quote e dei contributi associativi (ad esempio
per le quote sociali o per la partecipazione ai corsi ed alle attività sociali).
L’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo è invece prevista per le Federazioni
sportive e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.
LE TASSE DI CONCESSIONE GOVERNATIVA
Sono esentati dal pagamento delle tasse sulle concessioni governative gli atti e i
provvedimenti concernenti le società e le associazioni sportive dilettantistiche.
Fine PARTE II
 
 
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