mercoledì 30 luglio 2014

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Studi effettuati dall’Institut Méditeranéen du Patrimoine Cynégétique et Faunistique per quanto riguarda gli uccelli acquatici sono alla base delle argomentazioni dei cacciatori nostrani
Chiusura della caccia, la Libera Caccia Umbria contro l’Ispra

La Libera Caccia Umbra è tornata a contestare e smentire lo studio dell’Ispra ed i consigli in ordine alla data di chiusura della caccia, per dimostrare "le ennesime e fantasiose considerazioni errate dell’Istituto di Bologna (ex INFS) riguardo la migrazione pre e post nuziale in Italia e nel bacino del Mediterraneo" questa volta aggiungendo considerazioni relative agli anatidi.
L’analisi si basa sui dati rilevati in Francia rispetto al periodo delle migrazioni pre nuziali
e su gli studi effettuati dall’Institut Méditeranéen du Patrimoine Cynégétique et Faunistique per quanto riguarda gli uccelli acquatici.

Già dalla prefazione della pubblicazione – dice Anlc Umbria- la conclusione è quanto di più lapidaria: nei siti monitorati (tra l’altro è compresa la Corsica e intere regioni a stretto confine con l’Italia) si è osservato che la migrazione Pre- Nuziale inizia nel periodo compreso tra la 2 decade di Febbraio e la 3 decade dello stesso mese. E che la stessa è strettamente influenzata dalle condizioni meteo che la possono posticipare verso Marzo. Altro fattore da non sottovalutare è la scelta del “corridoio” oggetto di studio e analisi, cioè quello Mediterraneo, che interessa anche il suolo italiano.

In Francia, la chiusura della caccia per gli uccelli acquatici è stata fissata con decreto ministeriale del 17gennaio 2005 al 31 gennaio per la maggior parte delle specie, ed il 10 febbraio per i Turdidi e il Colombaccio.
I cacciatori nei dipartimenti dell’arco mediterraneo, tuttavia, possono cacciare i Turdidi (ordinanza Ministeriale 31 gennaio 2006) e il Colombaccio (decreto ministeriale del 19 gennaio 2009) fino al 20 Febbraio, grazie alla ricerca condotta da IMPCF…

La conclusione di Libera Caccia Umbria è perentoria:  "la dimostrazione che il nostro ISPRA (ex INFS) , con la collaborazione di terze forze, esegue studi e conclusioni difformi da quelle degli altri Stati membri dell’Europa.”
“La Francia nonostante la sua estensione è interessata in parte dal nostro stesso flusso migratorio e ci chiediamo quindi come sia possibile arrivare, da parte dell’ISPRA, a conclusioni talmente differenti.”

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