mercoledì 23 aprile 2014

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Già 12 aziende di Marsciano hanno richiesto la stabilizzazione di 39 lavoratori precari, ma per le domande c'è tempo fimo al 31 marzo
Stabilizzazione lavoro precario: avanti c’è posto
Tra le tante imprese umbre (527 per 1134 lavoratori interessati alla fine di febbraio) ce ne sono anche 12 con sede a Marsciano che hanno presentato la domanda, accettata, per poter stabilizzare 39 dipendenti, ma l’amministrazione comunale sollecita anche altre aziende ad approfittare dell’occasione.
Le aziende umbre hanno, infatti, tempo fino al prossimo 31 marzo 2012 per presentare alla Regione Umbria la richiesta di contributi per la stabilizzazione e il reinserimento di precari e inoccupati nel mercato del lavoro.

Le risorse sono state messe a disposizione attraverso un bando, cofinanziato dal Fondo sociale europeo, che si rivolge a quelle imprese, consorzi, associazioni, fondazioni, cooperative e liberi professionisti che intendono stabilizzare la posizione lavorativa di uno o più dipendenti, offrendo loro un contratto a tempo indeterminato.
Ogni datore di lavoro potrà usufruire di un incentivo che varia fra i 6mila e i 9mila euro, a seconda che si stabilizzi un lavoratore rispettivamente con contratto di apprendistato o con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sia full che part-time.

 “L’Amministrazione comunale – spiega Valentina Bonomi, Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Marsciano – plaude ad una iniziativa  finalizzata a ridimensionare la quantità di lavoro precario e sostenere il mercato del lavoro umbro.  Il
lavoro rappresenta una priorità per ogni livello di governo. Il fatto che già 39 dipendenti precari potranno, a Marsciano, contare su una posizione stabile, rappresenta un importante risultato per tutto il nostro tessuto produttivo.
Un lavoratore stabilizzato apporta un valore aggiunto alle performance produttive delle aziende e allo stesso tempo diviene un attore più dinamico sul mercato dei consumi, contribuendo allo sviluppo sostenibile dell’economia locale.
L’auspicio è che quindi anche altre aziende del territorio, nei limiti delle risorse ancora disponibili, possano approfittare di questa opportunità messa a disposizione dalla Regione Umbria”.  
 
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