sabato 21 luglio 2018

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A Todi, sabato 22 marzo, giornata formativa gratuita per insegnanti e genitori su social media e cyber bullismo per conoscere rischi e opportunità della Rete
Come guidare i ragazzi sul web

La città di Todi è stata scelta quale sede di una giornata formativa  su un tema di grande attualià: “Social media, ragazzi e cyberbullismo”. Si terrà sabato 22 marzo, alla Sala del Consiglio Comunale, per iniziativa di Stati Generali dell’Innovazione, Associazione Wister (Women for Intelligent and Smart TERritories) e Comune di Todi ed in collaborazione con gli istituti scolastici cittadini e con alcune realtà cittadine, tra cui il Rotary e le associazioni ex allievi del liceo e dell’Itas.

L’iniziativa, rivolta a genitori e insegnanti, vuole essere un momento di confronto, informazione e formazione su una tematica particolarmente attuale come quella delle molestie in Rete, mettendo a fuoco il giusto rapporto che i ragazzi devono avere con Internet e i social media. Grazie alla presenza di dodici relatrici esperte in materia, il fenomeno del cyberbullismo sarà affrontato dal punto di vista giuridico, sociale, psicologico, ambientale e tecnologico, mettendo appunto in evidenza, nella seconda parte della giornata, anche quanto di positivo Internet offre ai ragazzi.

Il tema del cyber bullismo è una triste realtà, visto che gli ultimi dati diffusi dal rapporto Ipsos per Save The Children, mettono in evidenza come le molestie che corrono in Rete siano percepite dal 69% dei minori italiani come la principale minaccia sociale del loro tempo, più della droga, dell’alcool e della possibilità di subire molestie da un adulto. Ancor più allarmante il fatto che 4 minori su 10 siano testimoni di atti di bullismo on line verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%) orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%). Particolarmente esposte, secondo il rapporto, si sentono le ragazze, che alla domanda se c’è connessione tra alcuni recenti tragici fatti di cronaca e le molestie in Rete rispondono molto (33%) o abbastanza (48%).

Qual è allora il giusto rapporto tra ragazzi e social media? Davvero il divieto o la limitazione nell’uso delle tecnologie possono salvaguardarli? “L’Italia – afferma Emma Pietrafesa, ricercatrice e relatrice al learning meeting di Todi – registra una elevata percentuale di ragazzi che accedono al Web senza la supervisione di un adulto (62%) e in termini di alfabetizzazione digitale, i bambini italiani sono meno attrezzati e hanno maggiori mancanze di competenze di base e di sicurezza e impostazione della privacy. E’ evidente che ridurre l’impiego o imporre il divieto dell’utilizzo dei social media al fine di ridurne il rischio comporterebbe solo il perdurare dell’attuale situazione di esclusione digitale dei giovani italiani nel contesto europeo e mondiale”.
Un antidoto contro il cyber bullismo – spiegano i promotori del semnario – c’è e si chiama consapevolezza e conoscenza, necessarie prima di tutto a genitori e insegnanti che possono fare non solo da “sentinelle digitali” ma anche da guida per i ragazzi. La storia dei “nativi digitali” in questi ultimi anni non ha certo aiutato a percepire in maniera corretta il problema, visto che si è portati a confondere la dimestichezza nell’usare gli strumenti con la consapevolezza necessaria a cogliere opportunità e valutare i rischi.

La giornata formativa di Todi ha già raccolto iscrizioni da tutta Italia: pur essendo la partecipazione gratuita, infatti, è prevista la registrazione obbligatoria online (http://cyberbullismotodi.eventbrite.it). A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato e consegnato un ebook su “Tecnologie digitali e social network” ed uno sulle cyber molestie.
“I learning meeting Wister – afferma Flavia Marzano, presidente di Stati Generali dell’Innovazione – si stanno moltiplicando in tutto il territorio nazionale. La tappa di Todi vede interventi su temi spinosi e tecnici ma che verranno trattati per far arrivare a tutti, con chiarezza e semplicità il messaggio, che le tecnologie sono un mezzo che tutti possono e devono permettersi di usare purché con la giusta consapevolezza. La rete è una grande opportunità di lavoro, comunicazione e condivisione: bisogna operare perché nessuno ne sia escluso”.

Un video della Polizia Postale interpretato da Giancarlo Giannini per sensibilizzare ai pericoli del web: http://www.youtube.com/watch?v=NGoBcMcdHd8

SCHEDA SOCIAL MEDIA E CYBER BULLISMO IN ITALIA
Il 60% dei ragazzi in Italia è online tutti i giorni (o quasi) con una durata di connessione media di 2-3 ore al giorno. Di questi il 57% (età compresa tra i 9 e 16 anni) ha attivo un profilo di social networking, ma la conoscenza e l’’uso di accorgimenti tecnici per le impostazioni di sicurezza e privacy è relativamente basso: solo il 21% dei genitori predispone filtri e blocco ai siti e di questi solo il 15% tiene traccia della cronologia dei siti web visitati.
Gli effetti della mancata consapevolezza circa un uso corretto delle tecnologie diventano dati allarmanti sulle molestie on line. Secondo l’ultimo rapporto Ipsos per Save The Children, 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo on line verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%) orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%). Il cyber bullismo è percepito dal 69% dei minori italiani intervistano come la principale minaccia, più della droga, dell’alcool e della possibilità di subire molestie da un adulto. Particolarmente esposte si sentono le ragazze, che alla domanda se c’è connessione tra alcuni recenti tragici fatti di cronaca e le molestie in Rete rispondono molto (33%) o abbastanza (48%).
I social network rappresentano la modalità d’attacco preferita dal cyber bullo (61%), che di solito colpisce la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o tramite la creazione di gruppi “contro” (57%). C’è poi il fenomeno del “furto” di mail e messaggi privati resi poi pubblici (48%), l’invio di sms, mms e e-mail aggressivi e minacciosi (52% che sale al 61% nel caso di femmine preadolescenti) e la diffusione di notizie false sulla vittima (58%).
Secondo i ragazzi il cyber bullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico (38%), mina la capacità di socializzazione della vittima (65%) e porta a conseguenze psicologiche come la depressione (57%, percentuale che sale al 63% nelle ragazze tra i 15 e i 17 anni). Senza considerare che i fenomeni di molestia on line sono considerati dalla maggior parte dei ragazzi (83%) molto più dolorosi di quelli reali perché non ci sarebbero limiti a quello che si può dire e fare (73%), potrebbe avvenire continuamente e in ogni momento della giornata (57%) e non finire mai (55%).
Secondo lo stesso rapporto per “il 50% dei ragazzi la rete rende anonimi e quindi apparentemente non perseguibili. La pericolosità del web inoltre deriva dal fatto che chiunque può avere accesso (32%) e i contenuti o le affermazioni fatte da altri sono più facilmente strumentalizzabili (34%)”.

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