L'area, bella e strategica dal punto di vista sociale e scolastico, è stata messa di nuovo in vendita dalla Provincia: verso una mobilitazione di cittadini
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La comunità di Todi rischia di perdere, sotto silenzio e nella solita ignavia, un’area pubblica strategica e dalle grandi potenzialità, che è peraltro anche un luogo della memoria collettiva, essendo ad essa legate giornate di svago di intere generazioni di tuderti.
Parliamo di Pozzo Beccaro, uno spazio incastonato dentro il centro storico, tra la cinta delle mure urbiche, l’adiacente scuola elementare di Porta Fratta (riflettete bene su questo particolare), il Viale che porta al Tempio della Consolazione e la scalinata che conduce a San Fortunato.
Bene: la Provincia di Perugia, ente proprietario dell’area, per la quale percepisce un regolare affitto da parte della pizzeria che lì opera da anni, si appresta a mettere nuovamente all’incanto Pozzo Beccaro per un importo di 340 mila euro. Stavolta, a differenza del passato, quando l’asta andò deserta, ci si attende la partecipazione di soggetti tangibilmente interessati all’acquisto.

Nonostante le note difficoltà delle Province e degli enti locali in genere, è normale che per fare cassa ci si privi di una proprietà del genere? Che, peraltro, a differenza di altre, produce anche una redditività di circa il 4% annuo?
E’ normale che non si tenga conto della posizione strategica dell’area?
E’ normale che non si consideri quale valvola di sfogo potrebbe rappresentare quello spazio (già adesso, in realtà, se qualcuno lo avesse compreso!) per la confinante e compressa scuola elementare di Porta Fratta, fosse anche soltanto per attività ludiche e sportive?
E’ normale che nessuno, non a Perugia ma a Todi, abbia a cuore non soltanto il presente ed il futuro di Pozzo Beccaro, ma anche il suo passato carico di ricordi, a partire dalla presenza lì della prima piscina cittadina?
E’ normale che una questione marginale se vista in ambito di contesto provinciale (ma forse proprio per questo più “risolvibile”) ma cruciale per la realtà di Todi venga lasciata gestire con un approccio meramente burocratico al pari che si tratti di un greppo stradale abbandonato?
E’ normale che la Politica (quella con la maiuscola) non abbia a proferire parola a riguardo?
La risposta è una sola: non sarebbe normale in un Paese normale, ma l’Italia come è noto non lo è. E Todi non fa eccezione.

A fronte del rischio reale di perdere la dimensione pubblica di Pozzo Beccaro comunque qualcosa si sta muovendo, dal basso, come spesso accade, con alcuni cittadini che si stanno mobilitando per impedire l’ennesimo errore a danno della comunità tuderte.
La protesta, visti i tempi stretti e le potenzialità che offre, dovrebbe passare tramite il web, inviando sul profilo Facebook del Presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, un messaggio laconico: NO ALLA VENDITA DI POZZO BECCARO, GRAZIE PRESIDENTE! Stessa cosa sull’accont Twitter (@mvguasticchi).
Siccome anche se il bene è di proprietà della Provincia, un’alienazione di questo tipo non può e non dovrebbe lasciare indifferente il Comune di Todi, la mobilitazione dovrebbe indirizzarsi anche verso il Sindaco Carlo Rossini.
Se Pozzo Beccaro verrà ritirato dal mercato (obiettivo altrove raggiunto e di sicuro auspicabile), sarebbe opportuno che vi fosse poi una “fase due”, finalizzata a garantire una più accurata manutenzione dell’area e per un più ampio utilizzo pubblico, sia di parte dell’immobile che dell’area verde.

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