Sommerso da critiche e manifestazioni di protesta per aver deciso di sperimentare con Trenitalia due treni Perugia – Roma riservati a chi sale o è diretto a stazioni umbre, escludendo fermate in quel di Orte, l’assessore regionale dell’Umbria ha dichiarato che “È indispensabile e quanto mai auspicabile un confronto per individuare la soluzione più idonea a migliorare la qualità dei collegamenti ferroviari con Roma e soddisfare le esigenze di tutti i pendolari, umbri e laziali”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Silvano Rometti, motiva così la richiesta di un incontro, da organizzarsi al più presto, inviata oggi all’assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita.
Nella lettera, l’assessore umbro evidenzia che “la scelta intrapresa di sopprimere le fermate a Orte dei treni RV 2481 e RV 2488 è stata dettata da una precisa volontà di porre rimedio ad un’annosa e gravosa situazione di sovraffollamento a bordo dei due treni regionali, ormai insostenibile e quanto mai rischiosa, dal punto di vista della sicurezza, per tutti i viaggiatori, indistintamente sia umbri sia laziali”.
“Un’iniziativa – ribadisce l’assessore Rometti – che è finalizzata a superare questo problema e a individuare adeguati correttivi che soddisfino le esigenze di tutti gli interessati, rivalutando quindi l’offerta complessiva”.
A questo scopo, viene sollecitato un confronto con l’Assessorato regionale del Lazio, al quale partecipino anche i rappresentanti di RFI e delle due Direzioni regionali di Trenitalia.
L’assessore Rometti, nello stigmatizzare le modalità con cui è stata manifestata la contrarietà alla soppressione delle fermate da parte di pendolari laziali, auspica che tutto si riconduca a comportamenti più consoni, nel rispetto della legalità, e ribadisce ai pendolari umbri e laziali la volontà della Regione Umbria di trovare una soluzione condivisa per porre fine ai disagi.
Forse sarebbe questa l’occasione per porre le premesse di un discorso più complessivo del sistema ferroviario umbro laziale e prendere atto che i legami tra le due regioni sono molto, molto stretti e che i collegamenti ferroviari, se non si vuole che le strade laziali e romane siano intasate da auto provenienti dal vicino nord, vanno adeguati non solo a riguardo della vivibilità sulle carrozze, ma anche sulla celerità e numerosità dei convogli.
Gli esempi di collegamenti ( anche oltre i 100 km percorsi da treni in meno di un’ora) moderni con le “periferie” di grandi città metropolitane come Roma non mancano in Europa e lì anche le metropoli ne hanno tratto immenso giovamento sul piano della vivibilità
Pensare in grande qualche volta qualche volta fa bene









