L’Umbria si appresta ad ospitare, sulla base del piano di accoglienza predisposto dalle Prefetture di Perugia e Terni, 562 profughi siriani, eritrei, etiopi e maliani: 437 nella provincia di Perugia e 125 in quella di Terni, che si vanno ad aggiungere ai 400 già arrivati nel primo semestre dell’anno, un terzo dei quali hanno però già lasciato la regione verso altri località.
L’Umbria ha in questo momento una disponibilità di circa 600 posti, richiesti dal Viminale per far fronte ai flussi ingenti.
Questa la mappa di dove verranno dislocati profughi e richiedenti asilo. A Perugia prima selezionata l’associazione temporanea di scopo denominata Arcisolidarietà Ora d’aria. Ha offerto un ribasso d’asta del 5% (33,25 euro procapite al giorno per profugo su una base d’asta di 35 euro oltre Iva). Nelle sue stutture accoglierebbe 327 profughi: la coop Perusia ne prende 50. Il Cidis 30. La coop Il cerchio 10 e la Confraternita di Maria Santissima 20.
Seconda in graduatoria l’Istituto Santa Croce: ribasso d’asta del 2% (34,30 euro) e disponibilità ad accogliere 25 stranieri. Al terzo e ultimo posto (sono tre offerte selezionate) la Famiglia nuova (34,65 euro, ribasso dell’1%): quattro posti. Nel Ternano prime a pari merito la cooperativa sociale Agricola Laboure’ e la casa vincenziana di San Venanzo, con 34,50 euro al giorno pro capite; con 35 euro, seguono l’Arci di Terni, il Laboratorio Idea e l’associazione San Martino. Respinta l’offerta della Caritas di Todi e Orvieto.
La procedura ha per oggetto la prima accoglienza di cittadini stranieri, compresa quella già in atto, nei centri che anno un massimo di 40 posti. Le associazioni dovranno garantire vitto, alloggio, gestione amministrativa, assistenza linguistica e culturale, servizio di pulizia e abbigliamento adeguato alla stagione, pocket money di 2,5 euro a testa al giorno per un massimo di 7,50 euro per nucleo familiare, una ricarica telefonica di 15 euro all’ingresso. Se necessario dovrà essere garantito il trasporto tra le diverse strutture.








