mercoledì 13 dicembre 2017

Home Territorio Umbria L’erba “rossa” che non piace

Varie associazioni chiedono alle Province di evitare l’impiego di erbicidi di sintesi chimica per la pulizia delle strade e ricorrere invece all’esclusivo diserbo meccanico
L’erba “rossa” che non piace

Da alcuni anni si va per le spiccie per eliminare gli eccessi di erba lungo le strade.
Sicuramente la causa principale sta nella continua diminuzione di soldi da parte delle pubbliche amministrazioni, ma c’è stato un cambio di cultura negli anni che ha fatto della PA la “poccia” a cui attaccarsi per ogni esigenza e un ritorno al concetto antico di beneficienza in luogo di un’assistenza che non dovrebbe precludere il ricorso anche alle energie di tanti beneficiati, attualmente a fondo perduto, dallo Stato.

Ma andare per le spicce per togliere le erbacce ha i suoi rischi che, almeno per un principio di precauzione, sarebbe bene non correre.
Purtroppo non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

A chiedere “pietà” sono ora: Slow Food Terre dell’Umbria meridionale, Ecologicpoint, WWF Umbria, Italia Nostra Umbria, Mountain Wilderness Umbria le quali chiedono “alle Province di Terni e Perugia, alla Regione Umbria, all’Anas, all’ASM di Terni, di evitare l’impiego di erbicidi di sintesi chimica per la pulizia delle nostre strade e ricorrere invece all’esclusivo diserbo meccanico. ”

La sicurezza stradale è prioritaria e deve essere garantita con metodi ecocompatibili e nel rispetto dell’ambiente.
Il territorio è una riserva di biodiversità, di insetti utili come le api (la cui esistenza e attività sono fortemente danneggiate da tali prodotti, come è ormai dimostrato) e di erbe ad uso alimentare da salvaguardare, anche a bordo strada, e il valore paesaggistico e cromatico della viabilità secondaria umbra è per noi un elemento di identità irrinunciabile.

I disseccanti utilizzati lo scorso anno contenevano glifosato, composto non selettivo e capace di rimanere a lungo nel terreno contaminando anche i corsi d’acqua, fortemente sospettato di effetti cancerogeni sull’uomo.

 

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