Un drone a sei eliche: Skyrobotic SR-SF6, dell’azienda “DroinWork” di Todi, ha mappato le biostrutture marine simili alle barriere coralline
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Sette chilometri di coste dell’isola di Favignana e tre di Levanzo sono stati monitorati passo dopo passo con l’ausilio di droni grazie all’iniziativa che rientra nell’ambito del progetto di ricerca Prin “Biocostruzioni costiere”, che prevede una cartografia dettagliata dei “trottoir” a vermeti.

Un drone a sei eliche (Skyrobotic SR-SF6, dell’azienda “DroinWork” di Todi)
e i tecnici del Consorzio Ticonzero di Palermo hanno effettuate delle riprese dall’alto di queste biostrutture, in modo da creare delle mappe ad alta definizione dei reef presenti sull’Isola.

I “reef a vermeti”, sono scogliere che affiorano a pelo d’acqua e che bordano 10 chilometri di coste delle isole, quelle più basse e frastagliate.
Il cosiddetto marciapiede a vermeti è una biostruttura marina presente in tutto il mare Mediterraneo, simile alle barriere coralline e molto diffuso a Favignana e Levanzo, meno sull’isola di Marettimo che invece presenta rocce a strapiombo.

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Queste scogliere si sono formate nel corso degli anni e sono originate dalla cementificazione dei gusci dei molluschi “dendropomapetraeum”, che si mischiano con le alghe calcaree e formano delle vere piattaforme marine fondamentali per la protezione delle coste dall’erosione.

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