Il giovane capogruppo del Pd si sottopone ad autovalutazione, indicando limiti e novità della sua esperienza amministrativa, che si è dovuta muovere tra buoni e cattivi maestri
vannini

A Todi manca un anno all’appuntamento elettorale comunale. Inutile fare finta di nulla. In tanti ci stanno pensando, come dimostrano anche le fibrillazioni che si scatenano su ogni questione amministrativa, in evidente contrasto con il “torpore” del resto del mandato.

La scadenza costituirà un esame per tutti gli attori in campo, in modo particolare per il gruppo del Partito democratico che nel 2012 aveva messo in campo un gruppo profondamente rinnovato.

Alla guida di questo giovane gruppo, in Consiglio comunale, c’è Andrea Vannini, un “figlio d’arte”, al quale abbiamo chiesto di “autovalutarsi” e di anticiparci, per dirla con De Gregori, “se il ragazzo si farà… e quest’altr’anno giocherà con la maglia numero sette”.

Siamo a scuola, devi darti un voto per quel che hai fatto nel tuo ruolo di politico…
“9 per l’impegno e 6,5 per i risultati. Un bel 10 ai Buoni Maestri di una scuola così dura, che si sono voluti, con affetto e generosità, prendere cura del mio apprendistato. Invece 3 ai Cattivi Maestri, ma sono buono e li perdono!”

Tu fai parte di un gruppo alla prima esperienza in Consiglio comunale: voto?
“A Diego, Francesco, Marcello, Massimiliano e Simone, che sono prima di tutto grandi amici, 10 per l’impegno e 7 per i risultati (anche per avermi supportato oltre che sopportato). Un Gruppo sempre compatto (dopo discussioni anche accese), l’ unico in cui non ha attecchito alcun fenomeno trasformistico che non ha perso pezzi né ha cambiato destinazione genitoriale. E, visto il parterre, non è poco”.

Sei consapevole che la città potrebbe avere un giudizio diverso?
“Non ho antenne ultrasensoriali ma non credo, almeno così forti come dicono. Se la città dovesse avere una percezione non positiva, lo si deve ad una carente informazione e comunicazione di cui siamo tutti responsabili. Miglioreremo, nessuno nasce professore”.

Sei sempre a scuola e devi giustificarti con gli elettori insoddisfatti: cosa gli diresti?
“Mi comporterei come sempre: li ascolterei, ma non in maniera professorale, solo con tanta umiltà. Ci rifletterei sopra e direi loro la mia. In ogni caso non mi sottrarrei mai al confronto. Ecco, se c’è una cosa che ho sbagliato, è stata quella, nel recente passato, di non aver dato retta al mio istinto che mi dice di confrontarmi in ogni luogo e situazione e di aver dato retta a chi, pensavo, ne sapesse più di me. Non succederà più”.

Da sei mesi c’è una verifica amministrativa aperta che è in pieno stallo...
“La mia posizione personale è tanto chiara quanto, visti gli ultimi eventi, direi quasi banale (sia chiaro che, comunque, farò ciò che il Partito deciderà). Per me i soggetti istituzionalmente deputati, non essendo venute dal PSI regionale, unico organismo politico fino a prova contraria unitario di quello schieramento, alcuna precisazione alternativa rispetto alla composizione della Giunta, debbono intendere la verifica, sul piano degli assetti, indirizzata in dirittura di arrivo. Sul piano programmatico vale il documento da tutti firmato nel 2012 e a quello noi democratici daremo attuazione in questo fine legislatura. Se qualcuno che l’ha firmato, continuerà a disattenderlo, serenamente ne prenderemo atto. Senza paura alcuna, tantomeno delle urne”.

Tu risulti molto attivo a livello giovanile (Notte Bianca, Capodanno in piazza). Sono mondi distanti o sono possibili travasi dall’associazionismo all’impegno politico?
“Per ciò che è stato realizzato dobbiamo ringraziare ragazze e ragazzi impagabili, che si sono messi in gioco solo per il bene della città, non per ritorni politici, tantomeno personali. La politica non c’è mai entrata e non ci dovrà mai entrare. Una riflessione però: a Todi, come credo nel resto del Paese, si sta affermando nei mestieri, nelle professioni, nelle arti, la prima generazione post-crisi, quella che io definisco “del Fare”. Giovani con tanta voglia di lavorare, di produrre innovando, che sarebbe stupido incasellare come di destra o di sinistra o figli di quello o di quell’altro: vanno solo supportati perchè loro hanno le chiavi dello sviluppo futuro della nostra città. In un disegno che non può che essere riformatore, di cambiamento”.

Hai intenzione di ricandidarti e di proseguire l’impegno politico? Gli altri giovani consiglieri che faranno? Avete una linea comune a riguardo?
“Prima di tutto sarà bene ascoltare il giudizio del PD sul mio operato oltre che su quello del Gruppo e della Giunta. Poi, al netto delle contingenze personali (per me famiglia e lavoro vengono prima della politica), sarà molto importante la squadra, la sua spinta entusiasta e, soprattutto, il tasso di innovazione del programma futuro. Tenendo sempre conto che si può e si deve fare politica in tante maniere, non necessariamente in Consiglio Comunale. Un fatto è certo, lo dico per chi spera il contrario: debbono avere tanta pazienza perchè io, in questo grande ed unico Partito Riformista, non smetterò di sicuro di farla”.

condividi su: