domenica 19 agosto 2018

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Per il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) "alcuni distretti di riferimento hanno subito accorpamenti (Perugia-Assisi e Todi – Trasimeno), altri hanno mantenuto una loro autonomia (Alto Tevere e Alto Chiascio), senza prendere in considerazione in nessun modo la popolazione di riferimento né le imprese agro-alimentari e zootecniche, come invece previsto"
Dip. Prevenzione Usl 1; tagli alla dirigenza

Con una propria deliberazione il Direttore Generale della Usl 1 ha riorganizzato il Dipartimento di Prevenzione prevedendo macroaree che, salvo nel distretto dell’eugubino ed in quello di Città di Castello, sono a cavallo fra due distretti: Il Perugino con l’Assisano e la Media Valle del Tevere con il Trasimeno. Inoltre risulterebbero accorpati i servizi di igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche dei due distretti : Alto Chiascio ed Alto tevere
A quel che sembra gli accorpamenti interdistrettuali si risolvono in un numero di figure dirigenziali (SS) in meno .

Scrive il Dg. della Usl “L’art. 31 della Legge Regionale n.18 del 12/11/2012 riporta “Il dipartimento di prevenzione è struttura operativa dell’unità sanitaria locale che trova collocazione funzionale nel distretto quale macrostruttura organizzativa, eroga le prestazioni proprie del livello di assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro…..
Il dipartimento di prevenzione è costituito dalle seguenti macroaree intese come aree di aggregazione funzionale dei servizi afferenti a ciascuna di esse quali: a) macroarea di sanità pubblica; b) macroarea della prevenzione nei luoghi di lavoro; c) macroarea della sanità pubblica veterinaria; d) macroarea della sicurezza alimentare.”

Il riepilogo della riorganizzazione si risolve nella seguente tabella:
MODELLO ORGANIZZATIVO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
SC MEDICINA DELLO SPORT
SS MEDICINA DELLO SPORT E PROMOZIONE DELL’ATTIVITÀ FISICA (da eliminare entro il 2016)

MACROAREA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO
SC PREVENZIONE E SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO (PSAL)
SS PSAL Perugino – Assisano
SS PSAL Todi/Marsciano-Trasimeno
SS PSAL Alto Chiascio
SS PSAL Alto Tevere

MACROAREA SANITA’ PUBBLICA
SC IGIENE E SANITA’ PUBBLICA (ISP)
SS ISP Perugino – Assisano
SS ISP Todi/Marsciano-Trasimeno
SS ISP Alto Chiascio
SS ISP Alto Tevere

MACROAREA SANITA’ PUBBLICA VETERINARIA
SC IGIENE ALLEVAMENTI E PRODUZIONI ZOOTECNICHE (IAPZ)
SS IAPZ Perugino – Assisano
SS IAPZ Todi/Marsciano – Trasimeno
SS IAPZ Alto Chiascio/Alto Tevere

SC SERVIZIO VETERINARIO DI SANITA’ ANIMALE (SA)
SS SA Perugino e Assisano
SS SA Todi/Marsciano-Trasimeno
SS SA Alto Chiascio
SS SA Alto Tevere

MACROAREA SICUREZZA ALIMENTARE
SC IGIENE ALIMENTI E BEVANDE DI ORIGINE ANIMALE (IAOA)
SS IAOA Perugino – Assisano
SS IAOA Todi/Marsciano-Trasimeno
SS IAOA Alto Chiascio
SS IAOA Alto Tevere
SS IAOA Aziendale Coordinamento Attività dei Mattatoi

SC IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE (IAN)
SS IAN Area Sud
SS IAN Area Nord

Questa decisione viene ritenuta “Inarrestabile come una ruspa, continua l’azione demolitoria della Giunta Marini ai danni del servizio sanitario regionale e dei cittadini umbri”.
Lo scrive il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) per il quale “l’ultimo provvedimento, in termini temporali, è la delibera (n. 812 del 18 luglio 2016) a firma del direttore generale dell’USL Umbria 1, Andrea Casciari, attraverso la quale si gettano nel caos più totale i servizi del Dipartimento di prevenzione proprio nel momento in cui, mediante un lavoro complesso, fatto di equilibri in sede di intersindacale medica, si stava ragionando sulle linee organizzative da intraprendere per rendere più efficaci i servizi demandati al dipartimento in questione”.
Per De Vincenzi, “questo atto rappresenta, di fatto, una assoluta noncuranza delle istanze sino ad oggi avanzate dai dipendenti medici dell’azienda, volte a promuovere da una parte modalità di lavoro più consone per il personale, dall’altra una maggiore efficienza dei servizi offerti ai cittadini. Fra questi – spiega -, per quanto riguarda la zootecnia, vanno inclusi anche quelli resi dai medici veterinari ai produttori e ai trasformatori di derrate alimentari di origine animale. La delibera, con un colpo d’ascia trasversale, certifica il terzo taglio in un anno e mezzo delle strutture complesse e semplici per tutto il dipartimento dell’USL Umbria 1, creando così forti disomogeneità a livello regionale scaturite da un’assenza di criteri di indirizzo e di programmazione della Giunta regionale”.

De Vincenzi evidenzia come “la stessa delibera, in premessa, dichiara che il modello organizzativo finora adottato ‘non era corrispondente alle necessità aziendali’, mettendo in evidenza la forte frammentazione degli ambiti territoriali che risultano non coincidenti con quelli dei Distretti aziendali. Nel provvedimento – aggiunge – alcuni distretti di riferimento hanno subito accorpamenti (Perugia-Assisi e Todi – Trasimeno), altri hanno mantenuto una loro autonomia (Alto Tevere e Alto Chiascio), senza prendere in considerazione in nessun modo la popolazione di riferimento né le imprese agro-alimentari e zootecniche, come invece previsto dall’art. 7 quater comma 3 del D.lvo. 30 dicembre 1992 (modificato in legge 8 del novembre del 2012, n. 189) che ha rafforzato i principi di autonomia organizzativa dei servizi veterinari all’interno del Dipartimento di prevenzione. La delibera, inoltre – continua il consigliere dell’opposizione -, entrerà in vigore il prossimo primo agosto senza che siano stati legittimati i ruoli di tutti i direttori delle strutture complesse, alcune fortemente sotto dimensionate per le necessità del territorio. Di contro altre strutture, soprattutto ospedaliere, resteranno salvaguardate nonostante siano le prime vere destinatarie della rimodulazione del ‘patto della salute’, in quanto non ancora coperte da regolare concorso ai sensi del DPR 484/97. Un provvedimento che ha il sapore di un atto di forza, modalità politica a cui la Giunta Marini ci ha ormai abituato, e che getta al vento il difficile lavoro di condivisione istituzionale, sindacale e politica degli obiettivi, dal quale non si può prescindere. Ci domandiamo – conclude – se l’assessore Barberini abbia condiviso tanto la modalità di azione della dirigenza USL Umbria 1 quanto gli obiettivi che con essa si vogliono perseguire”

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