giovedì 27 aprile 2017

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Emiliano Brandimarte con i suoi ben 60 cavalli ha lasciato l'altipiano di Castelluccio per portare in salvo i suoi cavalli nella piana di Norcia
L’ultimo allevatore ha lasciato Castelluccio

Ieri anche l’ultimo allevatore ha lasciato il borgo di Castelluccio di Norcia, adesso ci sono solo i militari. Per Emiliano Brandimarte, questo il nome dell’allevatore, si trattava di una lotta contro il tempo perché i suoi animali, ben 60 cavalli, non potevano continuare a vivere all’aperto in quanto sta per cadere la neve e gli animali avrebbero rischiato la morte.  La discesa a valle dei cavalli si è tenuta ieri, 20 dicembre, quando la mandria  ha iniziato la transumanza dall’altipiano di Castelluccio sino alla Valle di Norcia, discendendo di 1000 metri di quota . L’operazione  di transumanza, con partenza da Castelluccio alle ore 9.00,  è stata gestita da numerosi amici di Emiliano che, cavalcando i loro cavalli, hanno portato al sicuro gli animali. Lo ha reso noto Raffaele Capponi, agronomo e Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE dell’Umbria.

“La gravità e la diffusione dei danni alle strutture – ha detto Capponi  – ha costretto gli abitanti di Castelluccio di Norcia, dichiarato nella sua interezza “zona rossa” presidiata dalle forze dell’ordine, ad abbandonare il paese trasferendosi in strutture di accoglienza di emergenza a Norcia. Alcuni allevatori hanno però voluto resistere a vivere e a lavorare sull’altopiano di Castelluccio di Norcia. Allevatori di bovini, di ovini e di cavalli. Con l’avvicinarsi dell’inverno quasi tutti hanno via via scelto di trasportare i loro animali a valle per sfuggire i rigori della stagione invernale.
Ora con le previsioni meteorologiche che prevedono l’arrivo della neve e del gelo anche  Emiliano , ultimo allevatore  ha dovuto lasciare l’altopiano di Castelluccio. Adesso Castelluccio è un borgo vuoto e silente in balia delle raffiche di vento e dei turbini di neve”.

“Tra qualche mese, alla fine dell’inverno – conclude Capponi – i cavalli però faranno il percorso a ritroso, ritornando ancora sull’altopiano per riprendere la loro vita brada tra i pascoli e i fiori spontanei, avanguardia di quel popolo di agricoltori che vogliono tornare a Castelluccio a coltivare lenticchie, cicerchie, farro per la gioia dei turisti e dei visitatori”.

 

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