giovedì 23 marzo 2017

Home Generali Ambiente e Territorio Casette per i terremotati: quante ne servono?

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Assemblea legislativa dell'Umbria, Andrea Liberati, annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta
Casette per i terremotati: quante ne servono?

La Giunta regionale spieghi se è vero che, dopo la scossa del 30 ottobre, non è ancora stato individuato il fabbisogno delle nuove casette Map/Sae e, conseguentemente, nemmeno prenotate le medesime soluzioni provvisorie”. Lo chiede, con una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, che nell’atto ispettivo domanda anche “se la Regione Umbria abbia espresso riserve sul meccanismo ‘Fast’, dato che sarebbe stato più opportuno seguire le procedure standard, per avere velocemente contezza dei danni e del numero di persone bisognose di soluzioni abitative provvisorie, risparmiando ai cittadini ulteriori passaggi burocratici, con lunghe, inutili attese e un inverno in sistemazioni di fortuna”.

Nell’interrogazione Andrea Liberati spiega che “il dipartimento di Protezione civile, il 4 novembre 2016, ha attivato la procedura ‘Fast’ (rilevamento su fabbricati per l’agibilità sintetica post-terremoto), che consiste in sopralluoghi ‘sintetici’ di agibilità e possono essere redatte anche da tecnici non abilitati alla compilazione delle schede ‘Aedes’ (agibilità e danno nell’emergenza sismica). Le schede Fast possono dare esiti di agibile, non utilizzabile o non utilizzabile per rischio esterno e nella sola Norcia il 71 percento degli edifici analizzati dopo il 30 ottobre con modalità Fast risulta ‘non utilizzabile’ o ‘non utilizzabile per rischio esterno’. A differenza delle intenzioni iniziali – spiega Liberati – la procedura semplificata ha comportato sperperi di tempo e il trionfo della burocrazia. Infatti dopo oltre due mesi dal sisma del 30 ottobre e dall’avvento del sistema Fast il dipartimento di Protezione civile ha imposto che ora siano gli stessi cittadini a incaricare tecnici privati per i sopralluoghi Aedes. Nell’ordinanza della ProCiv si ricorda che tale passaggio rappresenta la condizione abilitante per ottenere i contributi per la ricostruzione privata”.

“Secondo la stessa ordinanza – continua il consigliere regionale di opposizione – si prevede che potranno richiedere il sopralluogo Aedes, entro 30 giorni, solo quei cittadini che abbiano ricevuto esito di non utilizzabilità dai sopralluoghi Fast. Nessuna indicazione specifica, invece, per le zone rosse, inizialmente escluse dai controlli Fast”

uno × = 3
condividi