venerdì 28 luglio 2017

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L’Avis Regionale indica che Perugia ha fatto registrare 586 donazioni in meno rispetto al 2015 (6300 unità raccolte), cosi come Terni si è attestata su una diminuzione di 318 unità rispetto al 2015 (3000 unità raccolte).
Il sangue manca, aiuto!

Le strutture ospedaliere dell’Umbria, al pari di altre regioni italiane, sono in difficoltà per carenza di donazioni di sangue e suoi componenti.

Il dato  da un lato stupisce visto che sul versante della donazione di organi gli umbri si mostrano ogni giorno più disponibili a gesti di solidarietà e quindi il terreno per quelle di sangue dovrebbe essere fertile.

Verrebbe da pensare che c’è qualcosa da migliorare sul versante organizzativo e sulla sensibilizzazione delle popolazioni, tenendo presente che il limite di 65 anni per poter diventare donatori restringe inesorabilmente il numero di potenziali persone che possano alimentare il sistema, visto l’invecchiamente inarrestabile della popolazione umbra

Si rende pertanto indispensabile un appello per sollecitare vecchi e nuovi donatori a fronteggiare una situazione di emergenza, legata alla situazione climatica che attraversa l’Italia e che ha bloccato una buona parte di cittadini a causa del picco influenzale.

Il Dr. Mauro Marchesi, nella sua qualità di coordinatore del Centro Regionale Sangue e Direttore del Servizio Trasfusionale del S. Maria della Misericordia di Perugia, comunica che , “oltre la situazione contingente, si è registrata una diminuzione nella raccolta di sacche – circa 2000 unità in meno rispetto al 2015 (46000 unità raccolte totali) .
Un dato che preoccupa e che giustifica l’appello per fronteggiare una situazione di emergenza.
L’Avis Regionale indica che Perugia ha fatto registrare 586 donazioni in meno rispetto al 2015 (6300 unità raccolte), cosi come Terni si è attestata su una diminuzione di 318 unità rispetto al 2015 (3000 unità raccolte).
A parziale giustificazione di tale tendenza va precisato anche che, a fronte di un aumento di donatori dichiarati temporaneamente non idonei per motivi di sicurezza nei confronti dei riceventi, che prevedono necessari periodi di sospensione, non si è registrato un aumento di donazioni né per quanto riguarda i donatori periodici né per i nuovi donatori che nel 2016 sono stati circa 300 in meno rispetto al 2015 (4100 contro 4400).

La solidarietà ed il senso di responsabilità dimostrata dalla popolazione umbra in occasione degli eventi sismici si dimostrò di grande utilità in una situazione di emergenza, e proprio partendo da tale generosità che oggi il sistema nazionale e regionale sangue chiede di nuovo al donatore di tendere ancora una volta il braccio.
L’emergenza viene affrontata con senso di responsabilità totale dalle associazioni di donatori di sangue con azioni mirate al coinvolgimento dei suoi iscritti.

Da stime effettuate emerge che in Umbria occorrerebbero che i donatori che affluiscono giornalmente ai centri di raccolta fossero 140/150. Ma, al momento i numeri sono di 120 come punta massima, con una media intorno a 100.

Le strutture sanitarie, proprio per la migliore gestione ed utilizzazione del sangue, hanno proposto programmi di appropriatezza ai professionisti, al fine di una migliore utilizzazione della preziosa risorsa, ma tale sforzo non è stato sufficiente a compensare la minore raccolta.

Questa comunicazione viene fatta in pieno accordo con i responsabili dell’Avis , associazione che garantisce il 91% della raccolta, dei Servizi Trasfusionali, delle Aziende Sanitarie Regionali per realizzare una efficace programma che garantisca il soddisfacimento dei bisogni, una efficace azione promozionale ed un efficiente servizio di raccolta che tenga conto anche delle nuove realtà socio-economiche.
Un particolare invito urgente viene quindi rivolto a quanti sono nelle condizioni fisiche di poter donare, donatori e possibili nuovi donatori, affinché contattino la sede associativa a loro più vicina o di appartenenza, o le sedi dei Servizi Immuno-Trasfusionali, per concordare la data della propria donazione.
Questa comunicazione vuole anche fare chiarezza nel ribadire che solo le Istituzioni e le Associazioni hanno titolo nell’ inviare appelli alla cittadinanza e che ogni altra provenienza (social network, SMS o e-mail) è inattendibile.”

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