giovedì 26 aprile 2018

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Critiche alla regione per l'aumento delle tariffe dei treni in convenzione con Trenitalia e l'impossibilità di usufruire dell’unico treno 'Freccia Bianca'
Proteste per i rincari delle tariffe dei treni 

L’aumento del trenta per cento delle tariffe della ‘Carta Tutto Treno Umbria’ e l’impossibilità da parte dei pendolari umbri, possessori della carta, di usufruire dell’unico treno ‘Freccia Bianca che collega Roma con Terni, è solo la ciliegina sulla torta della vicenda trasporti in Umbria, della quale altri gruppi consiliari regionali si sono recentemente occupati”. Con queste parole il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) ha dato voce alle lamentele dei tanti pendolari umbri che utilizzano il treno per gli spostamenti di lavoro.

Per De Vincenzi si tratta di “una vicenda che denota, non solo la scarsa attenzione della Giunta Marini nel perseguimento di un piano strategico per i trasporti, determinante per il turismo e l’economia regionale, ma anche l’incapacità a prevenire e gestire disagi e disservizi generati dalle scelte unilaterali di Trenitalia”.
Secondo De Vincenzi, “chi paga le conseguenze di questa inefficienza sono i cittadini, i quali, non solo per motivi di lavoro, hanno necessità di muoversi sui mezzi ferrati in entrata e in uscita dalla regione. Ne emerge in tutta evidenza – spiega – l’impossibilità, da parte di questo Governo regionale, di avere peso nei tavoli di contrattazione con Trenitalia, nonostante i circa cento mila euro di contributo regionale quotidiano versato all’azienda”.
L’ultimo Rapporto Economico e Sociale dell’Umbria 2016-2017 (Fonte Agenzia Umbria Ricerche) commenta De Vincenzi – ci mostra in modo chiaro come il pendolarismo extra-regionale in uscita sia una realtà in forte aumento, mentre il saldo dei flussi in entrata risulti negativo. Insomma: chi può evita di mettere piede nel nostro territorio. Una realtà ancor più scoraggiata da una inadeguata gestione dei mezzi pubblici che quando non sono assenti, risultano fortemente fatiscenti”. Secondo De Vincenzi, “le questioni legate alla mobilità, e possiamo citare l’occasione di collegamento con Perugia del ‘Frecciargento’ 9472 Mantova-Roma nemmeno mai presa in considerazione, sono un’ulteriore occasione ad interrogarci, in modo sempre più urgente, su quale sia l’obiettivo programmatico di questa Giunta rispetto allo sviluppo del territorio umbro. In tal senso – continua – crediamo che la nostra regione, già penalizzata rispetto alle principali vie di comunicazione, sia ulteriormente danneggiata da una idea confusa sulle possibili opportunità di sviluppo”.
“Se da una parte, infatti – aggiunge De Vincenzi – non si riesce a valorizzare con efficaci politiche di rete, i punti di forza dei nostri territori come l’agricoltura, la zootecnia, l’enogastronomia, i beni culturali e il turismo, dall’altra – conclude – vengono stretti dei coni d’ombra su alcuni nodi problematici che negli anni si sono cronicizzati, come appunto i collegamenti aerei, ferroviari e la viabilità stradale.

A rispondere indirettamente al consigliere De Vincenzi, arrivano le dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella: “La Regione Umbria ha compiuto il massimo sforzo per venire incontro alle richieste dei pendolari umbri, ma ha dovuto rivisitare l’Accordo con Trenitalia della Carta tutto treno 2017 per contenere e rendere sostenibile la spesa a carico dell’ente  su cui  hanno pesato, fin dal 2010, la crisi del settore del trasporto pubblico locale  ed i tagli operati dallo Stato delle risorse ad esso destinate”.
Il prezzo di emissione della Carta Tutto Treno – ha ricordato Chianella – è a carico dell’utente, ma la differenza fra il valore dell’abbonamento e il corrispondente della categoria di treno utilizzato è a carico della Regione, con un onere che dagli iniziali 570 mila euro annuali del 2010 si è ora attestato attorno ai 450 mila euro l’anno. Ciò – ha spiegato l’assessore –  in conseguenza della periodica rivisitazione dell’Accordo con Trenitalia che tiene conto del depauperamento dei servizi offerti dal gestore dei servizi ferroviari, ma che è anche finalizzata al contenimento dei costi a carico della Regione. Infatti inizialmente ai possessori della Carta era consentito l’accesso ai servizi ferroviari dell’alta velocità con costi molto alti a carico dell’ente. Successivamente venne esclusa questa possibilità,  conservando però quella dell’utilizzo della Carta per gli EuroStar, poi trasformati da Trenitalia in Intercity. Rimaneva quindi solo il Frecciabianca da e per Foligno, Roma: un servizio ferroviario dell’alta velocità con costi insostenibili per l’ente. Da qui la necessità di doverne escludere l’utilizzo nell’ambito dell’Accordo 2017, in analogia con quanto già fatto per i Frecciarossa.
Queste – ha aggiunto Chianella – sono le motivazioni che hanno portato ad una modifica dei contenuti dell’Accordo con Trenitalia per questa l’agevolazione tariffaria che, in Umbria, riguarda il 2,4% della totalità degli utenti, circa 25 mila viaggiatori all’anno che utilizzano sistematicamente i servizi ferroviari regionali per i loro spostamenti quotidiani. Da un’analisi dei dati di rendicontazione della spesa annuale è inoltre emerso – ha proseguito l’assessore – che usufruiscono mediamente della Carta  circa 600 pendolari umbri, con un costo annuo pro-capite a carico della Regione Umbria che è risultato tra i più alti  fra quelli sostenuti dalle sole otto Regioni che in questi anni hanno adottato l’Accordo Carta Tutto Treno, mentre nelle rimanenti questo strumento non è stato mai attivato. Nel 2017  – ha concluso Chianella –  la Regione Marche   ha  però deciso di non rinnovare l’Accordo, a conferma del peso economico che tale agevolazione ha sulle casse regionali”.

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