venerdì 23 giugno 2017

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I giorni della Settimana Santa sono ricchi di fascino e affondano le origini nel bisogno di rievocare il sacrificio di Cristo e di celebrare la vita che rinasce, anche attraverso il cibo e la cucina
I riti Pasquali a casa nostra e nel mondo

Tra tutte le feste religiose, la Pasqua è sicuramente quella più ricca di riti che, a cominciare dal Giovedì Santo, si celebrano con una grande e sentita partecipazione da parte di tutti. Tra processioni, visite ai sepolcri allestiti nelle chiese, riproduzioni viventi dei momenti salienti della Passione di Cristo, i giorni della Settimana Santa sono ricchi di fascino e affondano le origini nel bisogno di rievocare il sacrificio di Cristo e di celebrare la vita che rinasce, anche attraverso il cibo e la cucina.  Non solo riti religiosi, infatti, per il periodo pasquale che festeggia la rinascita di Gesù celebrandola anche a tavola. La tradizione culinaria di questo periodo vanta moltissime specialità che, da una regione all’altra, ci danno il polso di quanto importante sia questa festa. I sapori tradizionali non mancano mai: dalle uova, sode o di cioccolato, alle torte salate arricchite da erbette aromatiche, verdurine e germogli della nuova stagione, ai piatti di carne come l’arrosto di agnello o il coniglio, all’immancabile colomba pasquale. Ogni regione ha la sua specialità ma sono tutti piatti che conservano un intrinseco valore simbolico.
Il rito di regalare e mangiare le uova, ad esempio, ha un forte legame con la rinascita, con la resurrezione di Gesù Cristo, con il tornare a nuova vita. E se parliamo della tradizione di mangiare le uova a Pasqua, tra i riti culinari più spettacolari delle festività, merita particolare menzione una torta salata davvero speciale e di origine ligure che racchiude all’interno del suo scrigno di pasta sfoglia uova sode intere e verdura. Stiamo parlando della famosa Torta Pasqualina, la cui ricetta tradizionale è quasi difficile ormai da trovare. Citiamo inoltre la frittata di Montaquila in Molise, un vero piatto da guinness tanto che nel 2005 l’Accademia Italiana della Cucina ha voluto codificarne la ricetta depositandola presso la Camera di Commercio di Isernia. Il paese si mobilita per preparare questa gigantesca frittata, in cui vengono impiegate più di 1200 uova, che fa spettacolo al momento della famosa “girata” nell’enorme tegame di rame stagionato.

Simboleggia la vita il coniglio che sulle tavole pasquali arriva preparato in moltissimi modi. Prendete spunto dai numerosi consigli su come cucinare il coniglio e quest’anno farete anche voi onore ad uno dei simboli per eccellenza di queste feste. In quanto animale molto fertile, il coniglio è il perfetto rimando alla celebrazione della nuova vita e, insieme all’agnello pasquale, altro piatto fortemente evocativo che rappresenta il figlio di Dio che compie il sacrificio per salvare l’umanità dal peccato, è un secondo di carne tipico del giorno di Pasqua. Piatto forte di questa festa in Basilicata, l’agnello farcisce la tasca di vitello e in Puglia arriva cotto al forno insieme a cardoncelli, patate e pomodorini, rigorosamente in una tiella di terracotta.  Le uova, in questo caso di cioccolata, insieme ai coniglietti, sono anche il dessert della tavola di Pasqua e accompagnano la colomba che simboleggia la pace, proprio come il ramoscello d’ulivo che ci si scambia nella Domenica delle Palme e che ricorda le ultime ore di vita che Gesù trascorse nell’Orto degli Ulivi prima della Passione. Nel sud Italia le uova sode farciscono le scarcelle, fogli di pasta dolce ritagliati a forma di bambole o di panierini che si regalano ai bambini. Se mettiamo il naso fuori dai nostri confini, scopriamo culture diverse molto affascinanti in cui la Pasqua viene celebrata con riti diversi.

Nella Gran Bretagna del Nord, ad esempio, la Pasqua è legata agli antichi rituali che salutano l’arrivo della primavera, tra feste all’aperto e giochi con le uova di cioccolato nascoste, insieme ai coniglietti, nei cespugli e nelle fioriere.  Tra i cibi tradizionali e simbolici, in Grecia non manca mai il Tsoureki, un pane dolce a forma di filone che accoglie le uova dipinte di rosso che rappresentano la nuova vita attraverso il sacrificio di Gesù. Il commensale a cui capita il pezzo con l’ultimo uovo avrà un anno fortunato. Se ci spostiamo in Russia, la Pasqua, la data più importante dell’anno, celebrata una settimana circa dopo la nostra, si festeggia con il Pabcha, un piatto a base di formaggio dolce, con il Kulitch, una sorta di panettone e con le immancabili Jajka minsky, uova farcite con tuorli, maionese, prezzemolo, acciughe e paprica. In Spagna, la Pasqua è la festa dei bambini che la celebrano con una torta, la Mona, farcita con ovetti di cioccolato, piume o statuine raffiguranti personaggi delle fiabe e, secondo la tradizione, la ricevono in dono dal loro padrino. La Germania festeggia la Pasqua portando in tavola deliziosi panini dal gusto salato, i Bretzel che arrivano insieme a piatti a base di agnello e alle uova di cioccolato.
La Pasqua ebraica, che in realtà si riferisce all’esodo del popolo israelita dall’Egitto, cade un po’ prima della nostra e le celebrazioni durano una settimana intera. Il menu segue le regole precise della tradizione che prevede di servire una minestra molto semplice ma buonissima a base di pasta all’uovo cotta in forno, spezzettata e coperta con piselli stufati e brodo. In America è famoso il coniglio pasquale, in inglese easter bunny che fa regali ai bambini, mentre in Francia, tra i tanti riti, si fa strada un’antichissima tradizione per cui tutti gli anni, nelle piazze, il lunedì di pasquetta si allestisce un’enorme padella capace di contenere migliaia di uova e più di 40 cuochi, tutti insieme, preparano l’Omelette de Pâques, una vera e propria attrazione gastronomica che strizza l’occhio alla tradizione molisana di casa nostra.

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