mercoledì 24 maggio 2017

Home Generali Ambiente e Territorio Umbra Acque preoccupata per le poche piogge

Il periodo primaverile piuttosto siccitoso potrebbe creare problemi alla rete idrica regionale nei prossimi mesi
Umbra Acque preoccupata per le poche piogge

La situazione non è al momento allarmante, ma comunque preoccupante, ha affermato il Presidente di Umbra Acque Gianluca Carini, in riferimento alla situazione di falde e pozzi dell’acquedotto umbro. Se per un versante i dati provenienti dal monitoraggio dell’ARPA sullo stato degli acquiferi profondi e sulle portate delle sorgenti descrivono una situazione al momento tranquilla, con livelli delle falde e portate delle sorgenti in linea con i valori registrati lo scorso anno, preoccupano le condizioni di stabilità e bel tempo con mancanza assoluta di precipitazioni che stanno caratterizzando la stagione primaverile, ormai inoltrata.
Se si vanno infatti a vedere bene le situazioni, si scopre che: nei primi tre mesi dell’anno, la piovosità media nella nostra Regione registra un notevole decremento della quantità di acqua caduta abbastanza generalizzato che va da un meno 15% della fascia appenninica sino ad un meno 38% delle zone del perugino; non solo, la quantità di acqua caduta fa riferimento perlopiù a fenomeni di piovosità concentrati in tre giornate di pioggia in cui si sono registrate circa il 75% del totale di pioggia complessivamente caduta.
Alla luce di ciò allora diventa preoccupante l’esame dei dati ARPA, che mostrano un andamento delle portate in discesa vertiginosa, con un decremento giornaliero che, se confermato nelle prossime settimane, porterebbe a registrare nel breve su queste sorgenti le portate di magra tipiche della fine estate-inizio autunno.
È chiaro che tale situazione, se si confermerà nel tempo, porterà disagi notevoli sul sistema acquedottistico, non tanto per i capoluoghi ove il sistema integrato di cui si dispone farà sì che alla mancanza delle acque delle sorgenti si sopperirà con i maggiori prelievi dai campi pozzi di Petrignano, Cannara, Pasquarella ed Alto Tevere, ma soprattutto sui piccoli centri non raggiunti da questo sistema, dove questo andamento potrà portare a situazioni di siccità delle fonti utilizzate, con conseguenti necessità di approvvigionamento tramite autobotti e maggiori costi di energia.

− 5 = uno
condividi