giovedì 21 settembre 2017

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Dal 18 al 21 luglio prossimi, la campagna di Legambiente dedicata agli ecosistemi lacustri farà tappa al Lago Trasimeno e a quello di Piediluco
La Goletta analizza i laghi dell’Umbria

Anche quest’anno, dal 18 al 21 luglio prossimi, Goletta dei Laghi la campagna di Legambiente dedicata agli ecosistemi lacustri farà tappa in Umbria con appuntamenti dedicati al Lago Trasimeno e a quello di Piediluco.
L’iniziativa, organizzata come ormai avviene da qualche anno, con la collaborazione e il supporto scientifico di Arpa Umbria, e realizzata grazie a CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e Novamont, si snoderà attraverso 6 regioni toccando 11 laghi, alla ricerca delle principali criticità che riguardano non solo le acque, ma gli interi ecosistemi lacustri, con particolare attenzione al malfunzionamento o alla mancanza di sistemi di depurazione.

I tecnici di Legambiente durante la campagna eseguono il monitoraggio dello stato di qualità dei laghi per individuare le situazioni che mettono maggiormente a rischio i laghi, in particolare i fenomeni di inquinamento batteriologico di origine fecale per la presenza di scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione. La determinazione dei singoli punti avviene attraverso la raccolta di informazioni sul territorio e delle segnalazioni dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.

Anche quest’anno proseguiremo il lavoro di indagine avviato lo scorso anno sulla presenza di microplastiche nelle acque del Trasimeno in collaborazione con ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). L’attività riguarderà non solo le acque del centro lago, ma allargherà il fronte d’indagine sui principali corsi immissari e sugli scarichi di depurazione, così da ottenere ulteriori informazioni sulle caratteristiche del fenomeno. Il monitoraggio è condotto attraverso l’utilizzo di uno speciale strumento per la raccolta di campioni, una manta a strascico con una rete a maglia ultrafine, che trattiene le micro particelle (microlitter), poi analizzate in laboratorio. Negli ultimi anni numerosi sono stati gli studi finalizzati a quantificare l’abbondanza di microplastica nell’ambiente marino, mentre sono ancora relativamente pochi i dati sulla sua presenza negli ecosistemi d’acqua dolce.

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