giovedì 21 settembre 2017

Home Lettere e Interventi Tutte le frustrazioni del Pd di Todi dopo la sconfitta

La sconfitta elettorale dello scorso 25 giugno ha avuto un effetto dirompente sul Partito Democratico tuderte – ormai ridotto ai minimi termini in Consiglio Comunale – tanto che i suoi rappresentanti mostrano evidenti segni di nervosismo e scarsa lucidità.

La prova tangibile di ciò si è avuta con i due comunicati stampa diffusi dallo stesso PD, in rapida successione, dopo il primo Consiglio Comunale, aventi ad oggetto l’uno la composizione e competenza della Giunta Ruggiano, l’altro le modalità di elezione e la figura del Presidente del Consiglio.

Quanto alla prima questione, sostiene il PD locale che la nuova Giunta viaggerebbe a due ruote e mezzo, in quanto, “a parte il ruolo centrale affidato all’assessore Primieri ed il mezzo alla Dott.ssa Baglioni”, tutti gli altri assessori sarebbero relegati in ruoli molto ininfluenti, essendo loro delegate materie nelle quali il potere di indirizzo e programmazione è limitato e le competenze primarie di spettanza dei responsabili del servizio.

Una simile affermazione, oltre a non rispondere al vero, finisce per divenire comica se si tiene conto che le deleghe conferite dal Sindaco Ruggiano sono, quanto a materie e competenze, analoghe e sovrapponibili rispetto a quelle attribuite nel 2012 dall’ex Sindaco Carlo Rossini.

Non ci risulta che, all’epoca, il Partito democratico fosse particolarmente preoccupato della scarsa possibilità di incidere sull’azione amministrativa degli allora assessori Manuel Valentini, Daniela Baccarelli e Andrea Caprini e ciò la dice lunga sulla serietà, ragionevolezza e coerenza delle argomentazioni oggi spese per criticare le scelte del Sindaco Ruggiano.

Gli esponenti del PD sono talmente in confusione dall’essere arrivati a sostenere che talune materie – turismo, attività e beni culturali, scuola, ecc. – non sarebbero neppure state delegate, allorquando, invece, risultano tutte regolarmente assegnate nei decreti di nomina degli assessori!

Circa l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, alla proposta dell’opposizione di individuare insieme una candidatura che valorizzasse il ruolo centrale del Consiglio e tutelasse i diritti di ciascun gruppo e consigliere, le forze di maggioranza hanno risposto positivamente, indicando il nome del Consigliere Raffaella Pagliochini che, per qualità personali, capacità ed autorevolezza, rappresentava la scelta migliore possibile, anche in termini di garanzia ed imparzialità.

A tale indicazione l’opposizione – pur premettendo di apprezzare la persona e la professionalità del Consigliere Pagliochini – in modo aprioristico, ingiustificato e contraddittorio, ha rifiutato di votarla solo perché appartenente a Fratelli d’Italia, così dimostrando che la ricerca di un dialogo era soltanto apparente e, probabilmente, finalizzata a creare divisioni nel centrodestra.

Anche le accuse di parzialità nei confronti della neoeletta Presidente vanno rispedite al mittente, soprattutto in considerazione dei toni esagitati e delle modalità che hanno caratterizzato i successivi interventi dei Consiglieri del Partito Democratico, anche con evidenti forzature e violazioni del regolamento.

Auspichiamo che certi atteggiamenti, frutto di comprensibili delusioni e frustrazioni post-elettorali, vengano rapidamente superati e che il gruppo del PD svolga una opposizione ferma e dura, ma anche costruttiva, nell’interesse preminente della nostra Città.

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