domenica 19 novembre 2017

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Lo sforzo messo in campo dalle Avis comunali reso vano dalla mancanza di personale nei servizi sanitari di raccolta
Donare sangue ad ostacoli all’ospedale di Pantalla

Nel 2017 tutti i livelli Associativi Avis hanno avuto le assemblee elettive con il conseguente rinnovo dei Consigli Direttivi. Anche Avis Provinciale Perugia ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che al suo interno ha nominato il nuovo Presidente nella persona di Ilio Cintia, Vice Presidente Vicario Giorgio Meniconi, Vice Presidente Adelio Toppetti, Segretario Roberto Mancini, Tesoriere Luca Oliveti.

Il Consiglio, al pari dei livelli Comunali e Regionale si è trovato ad iniziare il proprio mandato in un contesto di crisi di donazioni che va avanti da alcuni mesi, con un calo di 946 donazioni al 30 giugno 2017 rispetto lo stesso periodo 2016. Dato questo che segue al calo di 1622 donazioni già registrato al 31/12/2016 rispetto allo stesso periodo 2015.

“Avis – si legge in una nota – è conscia che l’impegno immediato deve essere rivolto a mettere in campo strategie che affrontino questa situazione per riuscire ad inviare alla donazione tutti i donatori associati disponibili e coinvolgerne dei nuovi motivandoli ad una donazione periodica e consapevole. Lo sforzo messo in campo dalle Avis comunali non può però essere reso vano dalla mancanza di personale nei servizi di raccolta del sangue, carenza che in alcuni casi è del 50% al di sotto della dotazione minima”.

“La scarsità di personale – si legge nel comunicato – è una situazione non legata al periodo estivo, ma in alcuni centri come Pantalla va avanti da molti mesi. In particolare per questo punto di raccolta sono pervenute relazioni dettagliate che testimoniato come spesso i donatori se ne vanno senza riuscire a donare per il troppo tempo di attesa. Ritardi che oltre che creare disagio per i donatori, creano disservizio anche nella lavorazione delle sacche al trasfusionale. AVIS provinciale ribadisce che il donatore è “fornitore gratuito e volontario” di una risorsa insostituibile per il sistema sanitario e come tale deve essere accolto nelle strutture sanitarie”.

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