martedì 22 agosto 2017

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Il consigliere comunale Gianni Perugini denuncia il mancato intervento di Umbra Acque a fronte delle ripetute segnalazioni di una grossa rottura idrica
A Todi abbiamo tanta acqua da sprecare

«Mentre l’Umbria è alle prese con una crisi idrica che fa scattare misure d’emergenza e fa lanciare un allarme da 60 milioni di danni agli agricoltori, a Todi abbiamo acqua da sprecare». L’atto d’accusa porta la firma di Gianni Perugini, neo eletto consigliere comunale per la lista civica “Todi per la famiglia”, che mette in evidenza la paradossale situazione che si sta verificando nella zona di Sant’Arcangelo.

«Lo scorso 9 luglio ho fatto la prima segnalazione di una perdita ad Umbra Acque (foto in allegato). Non avendo visto alcun intervento, ho inoltrato altre due segnalazioni nel corso della settimana successiva. Dopo dieci giorni, la perdita è ancora lì. Se, nell’ipotesi migliore, dalla perdita fuoriuscissero 100 litri di acqua ogni ora, in un giorno avremmo buttato 2.400 litri che, ad oggi, sarebbero diventati dunque 24.000 litri. Se consideriamo che sentivo scorrere acqua nella fogna almeno due settimane prima della segnalazione, quanta acqua abbiamo sprecato fino ad oggi? E’ questa l’attenzione che viene riservata dal gestore ad una risorsa tanto preziosa come l’acqua?».

Il paradosso è ancora più eclatante se inquadrato nel contesto dell’emergenza che l’Umbria sta vivendo in queste settimane. La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha firmato l’ordinanza che sancisce divieti e limitazioni all’attingimento in molti colpi idrici, facendo però intendere che questi provvedimenti, in assenza di pioggia, non basteranno a fermare la siccità. All’assemblea nazionale di Coldiretti è stato invece presentato il dossier sull’impatto sull’agricoltura dell’eccezionale situazione climatica. Per l’Umbria Coldiretti ha elaborato una stima dei danni che si attesta sui 60 milioni di euro, con il calo delle precipitazioni che porterà, seppur con differenze territoriali, a una diminuzione delle rese di grano e orzo (-30/40% circa, con picchi anche del 60%) e foraggi, ma anche della produzione di girasole, olio e miele (oltre 50%).Ancora, la rete idrica regionale è un colabrodo che disperde almeno il 40% della risorsa immessa negli acquedotti con costo del servizio idrico che in Umbria è più alto rispetto alla media nazionale (464 euro l’anno con un incremento del 59,8% nel 2015 sul 2007 a fronte di una tariffa media nazionale pari a 376 euro, fonte Cittadinanzattiva).

«Un’emergenza nell’emergenza – conclude Perugini – eppure la perdita rimane lì. In barba a divieti, limitazioni, allarmi e bollette da capogiro».

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