mercoledì 20 settembre 2017

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Il deputato umbro Pietro Laffranco parla del rischio di una nuova terra dei fuochi
No inceneritori a Bastardo o a Pietrafitta

“Si può discutere se in Umbria debba o meno essere realizzato un inceneritore, come previsto dal decreto del Governo dell’agosto 2016, ma non è neppure pensabile che ciò possa avvenire nei siti previsti dal Piano regionale umbro dei rifiuti del marzo 2015, ossia a Bastardo o a Pietrafitta”. E’ quanto dichiara in una nota Pietro Laffranco, deputato umbro di Forza Italia.

Il territorio della Valnestore, dove ha sede la centrale di Pietrafitta e dove per anni sono stati interrati rifiuti anche tossici, va purtroppo considerato una nuova Terra dei Fuochi, come dimostrano i dati ufficiali dell’ARPA, sottolinea nel comunicato l’esponente azzurro.

“L’unico obiettivo che le Istituzioni dovrebbero perseguire – contina Laffranco – mentre sono in corso indagini sulle possibili correlazioni rispetto ad alcune tipologie di malattie tumorali – è la bonifica del sito, sulla quale invece è in corso un indegno scaricabarile tra Ministero dell’Ambiente , Regione Umbria. Provincia di Perugia ed ENEL, che si trincera dietro al sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. In questo indecente gioco al rimpiattino, come abbiamo denunciato a seguito dell’evasiva risposta del Ministro dell’Ambiente ad una nostra interrogazione, l’unico risultato è che nessuno fa nulla”.

“Ecco perché, a maggior ragione – conclude il deputato umbro – il sito di Pietrafitta non può neppure essere preso in considerazione per un eventuale inceneritore e perché mi sento di condividere ogni iniziativa,  a partire da quello del gruppo consiliare civico del Comune di Piegaro, che miri a formalizzare tale esclusione. La tutela della salute dei cittadini della Valnestore e il recupero ambientale del sito inquinato vengono prima di tutto.”

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