sabato 25 novembre 2017

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Confagricoltura torna a chiedere un intervento urgente per la riduzione della popolazione degli ungulati e la ridefinizione degli indenizzi dei danni alle coltivazioni
Cinghiali in Umbria: presenza insostenibile

Incidenti stradali, che procurano purtroppo non solo ingenti danni materiali, ma sovente anche danni “inaccettabili e irreparabili” alle persone, effetti devastanti sulle colture, crescenti problemi di ordine sanitario per la facilitata diffusione di malattie. “Sono questi – spiegano da Confagricoltura Umbria – i preoccupanti e drammatici effetti derivanti dell’incontrollata presenza degli ungulati e, in particolare, del cinghiale, fin dentro gli agglomerati urbani”. Confagricoltura chiede “l’adozione di urgenti e non più rinviabili interventi finalizzati a ricondurre le consistenze di tali popolazioni selvatiche entro accettabili livelli di sostenibilità territoriale e ambientale”.

“L’incremento incontrollato della popolazione di ungulati – rimarca l’organizzazione degli imprenditori agricoli –, oltre a essere motivo d’alterazione dell’ecosistema e quindi di compromissione della presenza delle altre specie autoctone, è sempre più causa di gravissimi danni alle attività agricole provocati dal massiccio sconfinamento di tali specie verso aree vocate e ad alta produttività”.

In vista della Conferenza Stato Regioni che si accinge a ridefinire alcuni passaggi della normativa  sugli indennizzi dei danni alle colture agricole,  Confagricoltura chiede “che da un lato ci si adoperi a superare le limitazioni europee all’integrale risarcimento dei danni subiti e ad armonizzare e semplificare le procedure  e che dall’altro si pongano le basi normative per un effettivo contenimento delle popolazioni selvatiche in rapporto alla sostenibilità territoriale, anche a garanzia dell’incolumità pubblica”.

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