sabato 25 novembre 2017

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Giovedì 16 ottobre è in programma un convegno inaugurale della nuova aula e metodologia didattica
La scuola senza zaino sbarca all’Ipsia di Todi

Una scuola diversa da quella comunemente intesa, con aule arredate con mobilio funzionale ed una grande varietà di strumenti didattici innovativi, sia tattili che digitali. Una scuola improntata su pratiche e metodologie innovative sulla base dei valori di responsabilità, comunità e ospitalità. E’ la “Scuola senza zaino” che, adottata ormai in circa 200 istituti italiani, è pronta a sbarcare anche all’IPSIA di Todi, primo professionale ad introdurla sul territorio nazionale. Saranno interessati entrambi gli indirizzi di studio, abbigliamento e moda e manutenzione ed assistenza tecnica.

Giovedì 16 ottobre è in programma un convegno inaugurale che vedrà la partecipazione, oltre del dirigente scolastico Marcello Rinaldi e dell’assessore comunale Alessia Marta, della vicepresidente della rete nazionale “Scuole senza zaino” Daniela Pampaloni, della presidente della rete regionale Raffaella Reali e della dirigente Paola Pietropaolo. Seguirà la visita alla classe senza zaino, con testimonianze da parte degli studenti e dei docenti coinvolti, e l’intervento del professor Massimo Fioroni dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria.

L’esperienza prevede la scomparsa dello zaino con il quale gli studenti riportano a casa il proprio materiale (libri, quaderni, penne, righe…) che viene sostituito da una cartellina leggera per i compiti a casa. Tutto il resto rimane a scuola, in un’aula completamente attrezzata, con schedari, computer, enciclopedie, libri, materiali e strumenti didattici per le varie discipline di studio. Ogni attività viene praticata negli appositi spazi attrezzati secondo cui è divisa l’aula, sia per lavorare individualmente che in gruppo.
L’apprendimento si basa sul metodo dell’approccio globale al curricolo, che prevede una diversa partecipazione degli studenti all’attività scolastica, basata sulla condivisione didattica con gli insegnanti, anche con la presenza dei genitori, capace di generare maggiore attenzione, autonomia e competenza, sul principio della responsabilità, comunità e ospitalità.

Il “Senza Zaino” – si legge in una nota – è un nuovo modello di scuola che coinvolge concretamente non solo gli alunni ma anche gli insegnanti, che trovano maggiore sinergia per affrontare le difficoltà e migliorare la didattica, attraverso lo scambio di pratiche, idee e procedure. Questo nuovo metodo infatti non li vede più impegnati all’insegnamento induttivo delle nozioni, ma ad elaborare insieme agli alunni i temi di studio e ricerca, svolgendo un ruolo di guida e supporto didattico nelle varie attività, mentre gli alunni si troveranno ad essere maggiormente protagonisti dell’insieme formativo, anziché in atteggiamento passivo come tradizionalmente avviene.

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