sabato 25 novembre 2017

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L’Orto della Strega Matteuccia all’Agrario di Todi

Sabato 18 novembre, all’Istituto Agrario di Todi verrà inaugurato un nuovo “laboratorio”. Si tratta di un originalissimo orto-giardino di erbe aromatiche ed officinali realizzato con finalità storico-didattiche alle spalle dell’ex monastero di Montecristo, in uno spazio-cerniera tra l’antico refettorio conventuale (occupato attualmente dalle cucine del college scolastico) e la corte contadina, dove è già attiva la cantina sperimentale e nelle cui pertinenze altri importanti spazi rurali attendono di essere ristrutturati per ospitare i laboratori territoriali, progetto finanziato al “Ciuffelli” dal Ministero dell’Istruzione.

“Ai nostri giorni – esordisce il dirigente scolastico Marcello Rinaldi – la tecnologia ha assunto un ruolo determinante in tutti i processi culturali e in tutti gli ambiti della vita, eppure oggi, finalmente, sta di nuovo tornando l’attenzione sul legame tra salute umana e capacità nutritive e curative del mondo vegetale che ha accompagnato tutta la storia umana. Così, in un Istituto Agrario innovativo come il “Ciuffelli” di Todi non poteva mancare un’area laboratoriale da dedicare ad attività formative volte alla valorizzazione dell’apporto salutistico delle essenze vegetali, nell’ambito di una agricoltura sempre più multifunzionale e vicina ai bisogni delle persone”.

Nel far ciò,  spiegano alla Cittadella Agraria – si è voluto anche ritrovare e riscoprire legami antichi, tradizioni locali che affondano nel tempo e che, quindi, possono arricchire le attuali pratiche tecnologiche o strumentali di coltivazione e di estrazione, con significati perduti ma senz’altro più umanizzanti.
Operando a Todi è sorta così naturale l’idea di dedicare l’area destinata alla coltivazione di erbe officinali al personaggio, che quasi 600 anni fa, proprio per la sua attività di “erbaiola”, fu accusato di stregoneria e bruciata nella piazza cittadina: la strega Matteuccia di Ripabianca giustiziata a Todi nel 1432.

Il giorno 20 marzo, con ben trenta capi di accusa, Matteuccia Francisci – erbaiola e guaritrice – si trovò imputata al tribunale dei “malefici”, alla presenza di Lorenzo de Surdis, Conservatore della pace della città di Todi per incarico della Chiesa di Roma e di papa Martino V.
Novello Scudierij fu notaio e quindi cancelliere degli atti del processo, i cui documenti sono conservati nell’Archivio di Todi. Uomo pignolo, trascrisse ogni parola uscita dalla bocca di Matteuccia, comprese le lunghe filastrocche “magiche” che accompagnavano i suoi malefici da strega.

Matteuccia – si legge in una nota di presentazione del Professor Rinaldi  – dovette essere ascoltata con orrore. Davanti al suo sguardo, infatti, non c’era Iddio ma il nemico stesso del genere umano; il patto diabolico fra donna e Demonio venne subito esplicitato nel processo. In questa sinistra luce Matteuccia confessò l’infinita serie delle sue guarigioni con le erbe, complete di formule magiche, ma soprattutto invocazioni a santi e alla Madonna. Particolare quest’ultimo che aggravò la colpa dell’imputata. Dedicandosi alla guarigione di sofferenti, uomini e donne, Matteuccia mescolava con diabolica disinvoltura sacro e profano: “… per la Sancta Scriptura per la luna e per lo sole/ Per Dio nostro Signore, che tu mucci maledetta/ E non ti folcere in carne benedecta”.

Al di là degli accadimenti e delle contingenze storiche, anche nella vicenda di Matteuccia si ritrova l’idea che vede l’uso delle erbe nel passato spesso era prerogativa del mondo femminile. Erano le donne a raccogliere le erbe dei campi e a curare le aromatiche degli orti, erano quindi loro a conoscerne le proprietà e ad usarle sia per scopi culinari che curativi.
Un aspetto questo del quale si è tenuto conto nella realizzazione dell’orto e che verrà svelato, insieme ad altre sorprese a tema, in occasione della cerimonia di inaugurazione, preceduta da un convegno in programma nella stessa giornata di sabato 18 novembre al teatro dell’Istituto Ciuffelli.

A preparare alla visita di quello che, dal punto più propriamente didattico, è un campo catalogo con 80 diverse erbe aromatiche ed officinali, un dibattito a cui prenderanno parte Filippo Orsini, direttore dell’Archivio Storico di Todi, Maria Pia Fanciulli, resonsabile della comunicazione della Fondazione Barbanera e Rita Boini, giornalista e autrice di testi di cucina e gastronomia. Annunciata l’esposizione anche di antichi almanacchi, vecchi erbari e cataloghi, con alcuni studenti e studentesse in costume d’epoca a richiamare la vicenda della Strega Matteuccia.

 

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