venerdì 17 agosto 2018

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L'Amministrazione parla di altre priorità per il 2018; gli organizzatori pronti a dare continuità alla manifestazione in un'altra città dell'Umbria
Todi ha “tagliato” il festival dei diritti

Niente più “Diritti a Todi”. Esattamente un anno fa, si concludeva tra gli applausi del pubblico ed i buoni propositi, in un cinema Jacopone gremito (oggi ancora chiuso, senza notizie certe sulla sua riapertura, ndr), la seconda edizione dell’Human Rights Film Festival.
365 giorni dopo la stessa città rimasta orfana del suo cinema, perde anche Diritti a Todi, festival multidisciplinare, volto a promuovere il documentario d’autore con particolare attenzione ai temi dei diritti umani.

“Diritti a Todi” nasceva nel 2015 per iniziativa di Teatri di Nina e Own Air, con il contributo, tra gli altri, di UNHCR, Amnesty International, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Cittadinanzattiva, Lega Italiana dei Diritti Umani.
Dopo due edizioni di successo che hanno animato la città con proiezioni, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, convegni e un forte radicamento sul territorio, la decisione dell’amministrazione Ruggiano di non rinnovare l’accordo per il proseguo della manifestazione.

La motivazione? “Un mancato accordo col direttore del festival, Francesco Cordio, a fronte di alcune priorità, riportare le mongolfiere in città, il Todi Wine Show ed il Todi Festival”– fa sapere l’assessore alla cultura Ranchicchio.“Quest’anno soprassediamo, magari nel 2019 con la programmazione aggiornata non escludiamo di riproporlo.”

Tuttavia l’organizzazione del festival manifesta la volontà di organizzare in ogni caso l’edizione 2018, “comunque in Umbria”. Quale sarà il Comune che diventerà dunque il cuore delle battaglie sull’affermazione ai diritti umani? Diritti a… Non resta che completare la frase con il nome della città.

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