venerdì 23 febbraio 2018

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Una solenne concelebrazione presieduta dal Presidente della Conferenza episcopale italiana ha concluso la Festa liturgica della Beata
Il Card. Bassetti a Collevalenza per Madre Speranza

Una solenne concelebrazione, questa mattina a Collevalenza, presieduta dal Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI- conferenza episcopale italiana, ha concluso la Festa liturgica della Beata Madre Speranza di Gesù.
All’Omelia il Card Bassetti ha ricordato il 35mo anniversario della morte – o meglio dire – della nascita al Cielo di Madre Speranza di Gesù, avvenuta l’8 febbraio 1983.

Madre Speranza – ha detto il Cardinale – dopo una vita totalmente consacrata al Signore e al bene dei fratelli, ha lascito questo mondo all’alba di quel giorno di febbraio, mentre le colline dell’Umbria si risvegliavano coperte da una coltre di candida neve. La struggente bellezza del paesaggio innevato fece da scenario all’enorme afflusso di pellegrini e devoti che, a migliaia, resero omaggio alla salma e parteciparono al suo funerale. Il suo corpo fu sepolto nella cripta del Santuario e ancor oggi la sua tomba è meta di pellegrinaggio. La Chiesa l’ha proclamata beata nel maggio del 2014.

Possiamo dire – ha sottolineato il Card. Bassetti – che in qualche modo, il cuore di Madre Speranza ancora batte in questo sacro luogo, su questa collina di Collevalenza, ove ha speso, tra mille sofferenze, l’ultimo periodo della vita.
Il suo cuore di madre ancora palpita per le sue congregazioni, fondate in obbedienza alla divina volontà e custodite con ogni premura; palpita per i sacerdoti, suoi figli prediletti, che voleva ardenti nella fede e operosi nella carità; palpita per i poveri, che sempre accoglieva con tanta premura, come se in essi vedesse il volto stesso del Signore Gesù; palpita per tutti i pellegrini che qui giungono con fede e speranza, perché possano trovare pace e conforto per la loro vita. Tutta Collevalenza parla di Madre Speranza!

Madre Speranza di Gesù ha fatto un’esperienza profonda di questo amore che salva. In ogni prova, fisica o morale, si rifugiava in Gesù e solo in Lui confidava. Una realtà concreta dell’amore del Signore e della grande fede della Madre sono le piscine per i malati, alimentate dall’acqua che sgorga dal pozzo del Santuario.
Madre Speranza, il 6 maggio 1960, il giorno del ritrovamento della prima falda acquifera che avrebbe alimentato le piscine, pregò così:  “Da’, Signore, a quest’acqua la forza di guarire il cancro e la paralisi, uno figura del peccato mortale e l’altra del peccato abituale… Il cancro uccide l’uomo, lo disfa; la paralisi lo rende inutile, non lo fa camminare… Da’ all’acqua la virtù di far guarire i malati, soprattutto i malati poveri che non hanno mezzi, anche con una sola goccia d’acqua… Sia quest’acqua la figura della tua grazia e della tua misericordia”. Da quel giorno Collevalenza e divenuta luogo di pellegrinaggio anche per i malati gravi che nell’abbraccio con il Signore e nel refrigerio di quest’acqua hanno trovato pace, conforto e guarigione.

Papa Francesco – a più volte ricordato il Card. Bassetti – nel messaggio per questa XXVI Giornata Mondiale del Malato, ci ricorda che “Gesù vuole condurre tutti gli uomini all’incontro con il Padre. Egli ha avvicinato molte persone malate nello spirito, perché piene di orgoglio e malate nel corpo.  A tutti ha donato misericordia e perdono, e ai malati anche guarigione fisica, segno della vita abbondante del Regno, dove ogni lacrima viene asciugata. Come Maria, i discepoli sono chiamati a prendersi cura gli uni degli altri, ma non solo. Essi sanno che il cuore di Gesù è aperto a tutti, senza esclusioni. A coloro che sono nel bisogno deve indirizzarsi la carità dei cristiani, perché sono persone, figli amati di Dio”.

Fratelli e sorelle – ha concluso il Card. Bassetti – sull’insegnamento di Gesù e con l’esempio di Madre Speranza, apriamo il nostro cuore alle necessità di quanti sono nel dolore e nella sofferenza, aiutandoci a portare la croce nella vita quotidiana. Anche se l’incontro con la sofferenza sarà sempre un mistero, l’amore di Gesù ci aiuta a svelarne il senso e a rinascere continuamente a vita nuova”.

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