Riccardo Marconi, casaro e manager in uno, protagonista in positivo per un investimento importante per l'economia e l'immagine delle produzioni tipiche locali
riccardo marconi caseifico montecristo todi

Sono tempi imprenditoriali da “lascia o raddoppia”. C’è chi esce dal mercato e chi invece, non conoscendo crisi, investe in modo significativo per crescere ancora e lanciare l’azienda sempre più lontano. A Todi è il caso del Caseificio Montecristo, 25 anni di attività, oltre sessanta tipi di formaggi tipici prodotti ed un nome che è ormai sinonimo di eccellenza ben oltre i confini regionali.
Il laboratorio artigianale, risalente alla fine degli anni Sessanta, ristrutturato poi negli anni Novanta, è stato di recente ampliato di ulteriori 100 metri quadrati e completamente riqualificato e riammodernato, dando vita ad una struttura produttiva con pochi uguali nel suo settore di riferimento.

A guidare l’operazione Riccardo Marconi, casaro e manager in una sola persona, serio ed affidabile, in grado di programmare un intervento articolato e complesso senza (quasi) mai interrompere la produzione, al fine di soddisfare le richieste di una clientela che non è più soltanto quella del punto vendita di Pian di Porto, con rivendite e ristoranti forniti in tutta Italia. “Sono state settimane intensissime – confessa Riccardo – nelle quali abbiamo lavorato giorno e notte, anche nei giorni festivi, per riaprire più efficienti, produttivi ed estrosi di prima”.

Il rinnovato caseificio, situato a Bodoglie di Todi, all’interno dell’azienda dell’Istituto Agrario, al quale si richiama anche il nome, ovvero all’antico ex monastero di Montecristo che ospita la scuola di agricoltura più antica d’Italia, verrà inaugurato prossimamente, perchè la squadra capitata da Riccardo Marconi – una quindicina tra dipendenti e collaboratori – adesso vuole solo pensare a lavorare bene, a testa bassa, come ha sempre fatto, quasi insensibile a riconoscimenti importanti ricevuti all’Expo di Milano, dalla Camera di Commercio, da Slow Food e all’Oscar del Cibo.

“Non siamo indifferenti ai premi – spiega Riccardo – tutt’altro. A noi piace ascoltare ed apprezzare le osservazioni di ogni singolo cliente, figuriamoci se vengono da istituzioni o organismi prestigiosi. Però per me questo lavoro è soprattutto passione, ricerca, studio, sperimentazione. La mia vita è qui dentro, in laboratorio, a trasformare ogni mattina, all’alba, il latte fresco locale in formaggi dal gusto unico e inimitabile”.
Insomma, all’inaugurazione dovrà pensare qualcun altro.

condividi su: