domenica 20 maggio 2018

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I servizi, erogati in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, sono stati inaugurati presso il Centro Speranza
Nuovi laboratori protetti e ortoterapia a Fratta Todina

Non una celebrazione, ma una testimonianza di quanto sia possibile fare per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie” con questo intento si è aperta la conferenza stampa indetta dal Centro Speranza che questa mattina a Fratta Todina ha presentato il nuovo servizio, erogato in convenzione con il SNN, dei laboratori protetti per giovani e adulti con disabilità intellettive e/o del comportamento che, terminato il percorso scolastico obbligatorio, da tempo non usufruiscono più di alcun servizio da parte delle istituzioni e non trovano collocazione in contesti lavorativi o sociali.

Hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Coesione Sociale e Welfare, Luca Barberini; la direttrice del Distretto Media Valle del Tevere della Usl Umbria 1, dott.ssa Maria Donata Giaimo, per la Zona Sociale 4 è intervenuto il sindaco del Comune di Marsciano Alfio Todini, per il contributo donato all’avvio dell’attività di orto terapia il dirigente della Philip Morris Italiadr. Cesare Trippella.

Il Centro Speranza per l’occasione, oltre ai rappresentanti istituzionali, ha fatto sedere allo stesso tavolo rappresentanti molti dei soggetti con i quali ha costruito una rete di solidarietà e di collaborazione a vantaggio della popolazione della Media Valle dei Tevere.

Un progetto corale che ha avuto il plauso delle autorità presenti.
“Un’idea vincente: un tassello verso l’affermazione di una vita dignitosa riconosciuta alle persone con disabilità” ha dichiarato nel suo intervento la direttrice del Distretto Media Valle del Tevere della Usl Umbria 1, dott.ssa Maria Donata Giaimo, la quale ha tenuto a precisare che prima del suo attuale incarico, il mondo della disabilità le era professionalmente lontano, per il trascorso presso il dipartimento di prevenzione della salute. “La mia idea è quella che il Centro Speranza sia sempre di più un luogo aperto al resto del mondo. – ha detto la direttrice – Bisogna guardare al futuro, cambiando l’idea della disabilità. È necessario intervenire affinché le persone con disabilità abbiano non solo la cura, ma anche e soprattutto, la possibilità di vivere una quotidianità insieme alle altre persone.”

Ha parlato di “una nuova pagina” il sindaco del Comune di Marsciano Alfio Todini, intervenuto in qualità di capofila della Zona Sociale 4. “Un’iniziativa di grande valore, che aiuta la comunità a crescere in una chiave di inclusione e condivisione. È una bella novità e i comuni – questo l’input che il sindaco rivolge ai suoi colleghi – dovranno impegnarsi per sfruttare quanto di buono si può fare per l’interesse generale della comunità della popolazione locale”.

“Attraverso la sua testimonianza, il Centro Speranza dimostra di saper attrarre e coinvolgere realtà diverse della società: associazioni, imprese, scuola, Usl e istituzioni. Un’idea di progetto attraverso cui “essere comunità” Il gioco di squadra si rivela vincente per dare risposte adeguate” ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Coesione Sociale e Welfare, Luca Barberini. “Un Centro che fa della crescita professionale uno egli obiettivi di arricchimento da perseguire per innalzare la qualità del servizio offerto. Il Centro Speranza è un servizio che dà lustro, qualifica e propone risposte adeguate a vantaggio della comunità.” Nell’intervento l’assessore ha poi aggiunto “Le istituzioni devono essere vicine alle associazioni per poter ascoltare i bisogni e dare risposte adeguate. Oggi ci sentiamo arricchiti da questa testimonianza che presenta un progetto che è già partito, non è una promessa, bensì un impegno realizzato che valorizza il territorio in cui opera puntando sulle diverse forme di collaborazione. Le richieste dall’ambito sanitario e sociale sono sempre tante; sul tema della non autosufficienza, non dobbiamo e non vogliamo accontentarci: servono regole e risorse per spendere e sapere usare bene le risorse a disposizione. In questo senso, un buon esempio arriva proprio dalla Zona Sociale 4: lo fa bene, in maniera diffusa e con competenza.”

 “OrtoInsieme. Coltiviamo il futuro” con questo slogan il Centro ha presentato, contestualmente all’avvio del servizio dei laboratori protetti, anche la rinnovata attività di orto-terapia che ha trovato nell’interessamento filantropico della Philip Morris Italia, in partnership con l’Associazione Madre Speranza Onlus, le risorse necessarie alla realizzazione del progetto. La società del tabacco leader mondiale ha infatti stanziato per il progetto “OrtoInsieme” un importante contributo di filantropia territoriale, al fine di progettare e organizzare lo spazio esterno destinato alla coltivazione di ortaggi e alla realizzazione di un pergolato e di vasche rialzate con l’accesso facilitato per le persone con ridotta mobilità. La caratteristica di questo impianto è un aspetto importante che contraddistingue la nuova proposta dell’attività di orto-terapia offerta dal Centro Speranza.

L’intervento della Philip Morris in Italia è un fatto reale e tangibile in quelle zone in cui le calamità naturali hanno creato dei disagi. Oltre a ciò, si è scelto di afre di più. Forte dell’attaccamento economico che la società ha nei territori umbri della Media ed Alta Valle del Tevere, siamo stati onorati di poter aderire a un progetto che fosse concreto e di supporto alla reale integrazione dei giovani con disabilità”, ha dichiarato il dirigente della Philip Morris Italia dr. Cesare Trippella.

L’avvio dell’attività di orto-terapia è “la chiusura di un cerchio” per il Centro Speranza che con l’inaugurazione dell’attività di orticultura, insieme a quella di cucina, parrucchieria e ceramica intende dare la possibilità alle persone che frequentano il servizio di scegliere e raggiungere un’integrazione reale. Per sfatare il parallelismo per cui, dove c’è la disabilità ci sia anche una sofferenza.

Le attività proposte andranno a rispondere a un bisogno emergente riscontrato dall’équipe della struttura sanitaria gestita dalla Congregazione delle Suore Ancelle dell’Amore Misericordioso dal 1984, che da tempo riceve richieste da genitori di giovani con disabilità con i quali la struttura è venuta in contatto nel corso degli anni.

Il Centro Speranza si connota per il suo agire come strumento d’integrazione” ha dichiarato il coordinatore del personale Giuseppe Antonucci. “Determinante è il lavoro d’équipe e la presenza, in questo, di un educatore professionale.” Il Centro Speranza metterà a disposizione dei nuovi utenti figure qualificate quali educatori professionali, tecnici specializzati (maestro d’arte, agronomo, cuoco) e setting facilitati dei quali la struttura riabilitativa dispone: laboratori di cucina, ceramica, parrucchieria, serra, il frutteto e, da quest’anno, l’orto con un pergolato, spazi a terra e vasche rialzate con l’accesso facilitato alle persone che si muovono con sedia a rotelle.

I laboratori saranno organizzati in piccoli gruppi di dieci persone, le attività avranno una durata di tre ore al giorno nel pomeriggio, con una frequenza settimanale di due o tre giorni. Questa proposta intende cercare di rispondere ai bisogni globali della persona, rispettando, al contempo, le sue aspettative di vita, dando delle risposte specifiche, calate sulla persona e sulla sua capacità di scegliere l’attività preferita. Partendo dalla loro storia evolutiva ed educativa, senza forzature rispetto alle loro reali capacità, si cercherà di sviluppare le abilità potenziali e quelle già acquisite, consapevoli che non per tutti sarà possibile gestire processi produttivi completi.

 

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