Il Presidente di Veralli Cortesi in data odierna ha provveduto a convocare per il 18 maggio 2018, alle ore 15, la seduta d’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, nominato dal Sindaco della Città di Todi con decreto n. 37 dell’8 maggio scorso e comunicato all’Ente il giorno successivo.

L’ordine del giorno della seduta prevede, al punto 1, l’insediamento dell’organo collegiale e, al punto 2,l’elezione del Presidente e del Vice Presidente dell’A.P.S.P. “Letizia Veralli, Giulio ed Angelo Cortesi”.
Il lieve ritardo nella convocazione della seduta, comunque nel rispetto dei termini statutari, è stato dovuto al fatto increscioso e inimmaginabile che uno dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione, appena nominato, si è presentato presso la sede dell’Ente come nuovo Presidente “designato”, si è piazzato nella stanza della Presidenza lasciando credere che la seduta d’insediamento fosse fissata per il giorno 11 maggio alle ore 15 ed ha iniziato ad interagire con i funzionari e dipendenti dell’Ente come fosse già in carica.

Una volta accertato che il Comune non aveva convocato affatto la seduta d’insediamento, il Presidente dimissionario ma ancora in carica, ha dovuto “invitare” risolutamente l’autoproclamatosi nuovo Presidente a lasciare libera la stanza ed anche la sede dell’Ente e a non continuare a disturbare e rallentare il regolare funzionamento degli uffici fino all’insediamento del nuovo Consiglio ed alla proclamazione del risultato della votazione, a scrutinio segreto, per l’elezione del nuovo Presidente, che nell’Ente Veralli Cortesi, per statuto, non spetta al Sindaco.
Ha inoltre dovuto precisargli che la seduta d’insediamento sarebbe stata convocata a norma di statuto e non su richiesta o pressione di uno dei componentidell’organo collegiale avente una strana fretta (chissà perch?).

Tale comportamento arbitrario, fuori di ogni elementare regola e al limite del codice penale, ha svilito e negato il ruolo e il compito di scelta del proprio Presidente da parte del Consiglio di Amministrazione fresco di nomina, effettuata, tra l’altro, anche senza aver prima messo il Consiglio comunale neoeletto in condizione di pronunciarsi sugli indirizzi da impartire al Sindaco, ai sensi di legge, per la nomina dei rappresentanti del Comune presso gli Enti o confermando i precedenti o definendone di nuovi.

In merito all’incredibile e grave fatto accaduto, per l’Ente Veralli Cortesi c’è, inoltre, d’augurarsi che la nomina nell’organo collegiale di governo di un soggetto già lavoratore privato o pubblico collocato in quiescenza, che in generale è vietata dalle norme di legge oggi vigenti o comunque consentita solo a titolo gratuito, sia stata fatta dal Sindaco semplicemente nell’ottica di far risparmiare all’Ente sulla spesa per le indennità di carica previste dallo statuto per il Presidente e i Consiglieri.
Infatti già la scelta di inserire il soggetto in questione tra i componenti del nuovo C.di A., considerata la carica dallo stesso ricoperta in precedenza, non può non essere motivo di preoccupazione per Veralli Cortesi in quanto fa apparire dubbia o almeno non scontatala necessaria piena e ferma tutela degli interessi di Veralli Cortesi in relazione al contenzioso da lungo tempo in essere e non ancora risolto tra la stessa e l’altro Ente assistenziale tuderte vertente sull’Accordo di programma per la realizzazione delle grandi opere di adeguamento e ampliamento della Residenza protetta per anziani di Cappuccini.

La sostanziosa controversia di cui si parla è stata dall’attuale C.di A. di Veralli Cortesi approfonditamente ricostruita ed attentamente impostata e definita con apposita deliberazione n. 15 del 26 marzo scorso in corso di pubblicazione e trasmessa anche al Sindaco del Comune di Todi, sulla base degli atti esistenti e rinvenuti ed ai fini di una fondata e valida tutela proprio degli interessi superiori dell’Ente.
Vogliamo sperare, per il bene di Veralli Cortesi, che anche il nuovo C.di A., al di là di chi sarà liberamente eletto a guidarlo, continui sulla strada come sopra tracciata per la possibile risoluzione della controversia, da sostenere se necessario anchein giudizio, perché la soluzione impostata e portata quasi a conclusione in precedenza era, oltre che infondata, molto dannosa per Veralli Cortesi e per questo motivo era stata prontamente bloccata nel 2014 da parte dell’allora nuova Amministrazione.

Nel lasciare l’incarico ricoperto, il Consiglio di amministrazione ed il Presidente Gentili vogliono, pertanto, augurare buona fortuna all’Ente Veralli Cortesi e alla Residenza protetta per anziani non autosufficienti, nell’interesse esclusivo dei quali hanno sempre operato in questi quattro anni di impegnativo governo dell’Ente facendosi, per questo, anche qualche”nemico”. Al nuovo Consiglio di Amministrazioneformuliamo, comunque,i nostrimigliori auguri di buon lavoro.
Un saluto cordiale rivolgiamo a tutte le persone, donne ed uomini, ospitidella struttura residenziale ed ai loro familiari, amici e conoscenti,in particolare, a quelli che più spesso vengono a far loro visita e compagnia, nonché al Cappellano della struttura che cura il servizio religioso.
Un saluto viene correttamente rivolto anche al Presidente e al management dell’impresa sociale appaltatrice di tutti i servizi della Residenza protetta, agli affittuari dei terreni agricoli e ai conduttori degli immobili urbani dell’Azienda pubblica, alle imprese appaltatrici dei lavori, servizie forniture, a tutti pur nella doverosa distinzione degli interessi perseguiti, nonché ai consulenti esterni dell’Ente.
Un grazie sentito va a tutti i volontari singoli o associati che dedicano generosamente e gratuitamente il loro tempo ed impegno a favore degli ospiti, a tutte le operatrici e gli operatori della struttura residenziale protetta e ai loro coordinatori, a tutti i funzionari, dipendenti e collaboratori dell’Ente in servizio in questi quattro anni ai quali ultimi è stato chiesto molto, ma dai quali è anche arrivata complessivamente una buona risposta.
Un pensiero riverente, di ricordo e gratitudine,al più grande benefattore di Todi, Angelo Cortesi.

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