venerdì 20 luglio 2018

Home Lettere e Interventi Lettera aperta sulla situazione dell’Enel in Umbria

Negli ultimi dieci anni l’ENEL ha realizzato ristrutturazioni organizzative in controtendenza, che si sono tutte connotate per un progressivo abbandono del territorio e per un calo del personale di oltre 6 mila unità. Talvolta per sostituire le persone fisiche con la tecnologia, ma più frequentemente per contrarre le spese di gestione, attraverso l’accentramento e l’esternalizzazione delle funzioni verso imprese terze e, comunque, deresponsabilizzare verso gli obblighi del servizio elettrico.
In Umbria, come le scriventi Segreterie hanno più volte segnalato, le ristrutturazioni di cui sopra, hanno portato oltre ad una forte diminuzione del presidio territoriale a un notevole calo di occupazione. Si è passati da un numero complessivo di addetti per l’itero gruppo Enel di 581 unita del 31/12/2014 alle 492 unità del 31/12/2017; circa 90 posti di lavoro in meno in tre anni, al netto delle assunzioni fatte, in particolare in E-Distribuzione e in Enel GEM.
Nelle prossime settimane l’ennesimo di questi interventi si concretizzerà e ENEL SpA sembra intenzionata a sopprimere l’Unità Operativa di Spoleto, esattamente quella che opera nei comuni colpiti dagli ultimi eventi sismici, con evidenti ripercussioni negative per tutta l’utenza localmente gestita.
La nostra segnalazione non vuole essere una sterile azione di denuncia speculativa riconducibile a semplice interesse dei Lavoratori elettrici, bensì il doveroso richiamo della Sua attenzione, prima che queste scelte aziendali siano rese operative a tutti gli effetti, affinché anche le Autorità locali e gli Organi democratici possano valutare l’opportunità di intervenire a tutela dei loro rappresentanti nei termini che riterranno utili e necessari. Senza trascurare, peraltro, che l’abbandono del territorio da parte di ENEL significa anche eliminazione o dispersione di possibilità occupazionali e di ricchezza.

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