giovedì 20 settembre 2018

Home Lettere e Interventi Il Treno Freccia Bianca rallenta ma non si ferma

La vicenda del treno Freccia Bianca a Spoleto (arriva alla stazione, rallenta ma non ferma) è il simbolo di come, in Umbria e Italia, ormai ci siano “tante parole” con pochi “fatti reali”. La politica è diventata solo “immagine virtuale” dove conta il “valore percepito” non i risultati e i fatti concreti.
Si conclude il festival di Spoleto (poteva, questa, essere una buona opportunità per l’attivazione della fermata) e, dopo tre anni, non si è avuta la capacità di far fermare un treno che passa e rallenta. Certo è un “treno a mercato”, in sostanza viene pagato da Enti e viaggiatori che lo utilizzano (e anche una fermata costa). Ma se non si intuisce la sua importanza, sul piano turistico e culturale (e anche per i pendolari), inclusi gli aspetti di valorizzazione della zona del “cratere” dopo il sisma, è ormai tutto molto inutile.
Inutile è anche il Consiglio Regionale che aveva deliberato, tre anni fa, la fermata del treno Freccia Bianca a Spoleto (in modo unanime) ma tutti hanno fatto finta di nulla. Per quanto mi attiene “non mi occuperò più del tema” (è solo tempo perso). Se, nel 2020, mi eleggeranno a Presidente della Regione è la prima cosa che farò. Per il resto le persone è bene che riflettano: votare non è un gioco (come tifare per una squadra di calcio e il suo “capitano”) e solo se si eleggono persone in grado di fare concretamente i territori ottengono risultati.
sei − = 2
condividi