Condividiamo le preoccupazioni espresse da alcuni commercianti per la grave situazione che, nel giro di poche settimane, sta facendo registrare la chiusura di ben quattro negozi attigui a Piazza del Popolo.

Abbiamo gia’ raccontato lo sconforto di questi nostri concittadini, definiti eroi per il sacrificio non ripagato che li vede ogni mattina al loro posto e che ora, con spirito propositivo danno voce al loro disagio.

Siamo tutti d’accordo: per rilanciare il centro storico le polemiche e le grida non bastano.

Non esistono risposte facili ad una

problematica che ormai investe, senza soluzioni definitive, la maggior parte dei centri cittadini.

Ma, anche in mancanza di ricette miracolose, ci preoccupa che le forze di centro-destra, dopo tante chiacchiere elettorali, sembra che abbiano cancellato la questione centro storico dall’agenda di governo, nonostante fosse uno dei punti inseriti nell’accordo di apparentamento.

Senza la messa a punto di una politica seria e strutturata che affronti e contrasti il disagio e la crisi che investe il centro della città e che, comunque, si ripercuote sull’ intera collettività, non si va da nessuna parte.

Occorre ripensare ad un progetto che risponda ad una primaria urgenza: il ripopolamento all’interno delle mura urbiche.

L’equazione è semplice: meno residenti, meno esercizi commerciali, meno vendite al dettaglio, meno attività artigianali. Non ci sono più le macellerie ed altre attività scompariranno in mancanza di clientela residenziale.

Non ci possiamo permettere di riservare ” il cuore” esclusivamente ai turisti, fortunatamente ancora attratti dall’ineguagliabile bellezza dei monumenti storici e dal fascino del borgo medievale.

L’ azione messa in campo dall’ amministrazione di centrosinistra, che ha portato in piazza la sede di alcuni uffici comunali ed anche sportelli importanti come Inps e Agenzia delle Entrate, rispondeva a questa necessità.

L’ampliamento della competenza territoriale del Giudice di Pace di Todi sul Comune di Marsciano, che garantirà maggiore afflusso in città, è una battaglia vinta dal PD.

La strada tracciata deve essere ancora percorsa in questa direzione con politiche che favoriscano l’acquisto di immobili o le locazioni abitative grazie ad incentivi, quali bonus economici o agevolazioni sulle tasse comunali oltre a politiche di sostegno alle attività commerciali.

La diminuzione dei canoni di locazione, operata dall’ amministrazione di centro-destra che, tra l’altro, ha interessato solo un paio di esercenti, non è affatto sufficiente.

Occorre stimolare i proprietari degli ex negozi, ormai chiusi e in stato di degrado, a stipulare contratti di affitto a canoni bassi prevedendo uno sconto sulle tasse o altri vantaggi.

Occorre rendere il centro attrattivo perché ci si possa andare anche per fare gli acquisti, una maggiore accessibilità e fruibilità dei servizi, favorire la stipula di convenzioni con i commercianti per sconti sui parcheggi e accordi sugli orari di apertura e chiusura del traffico con la previsione di navette gratuite.

Occorre, cioè, programmare, creare e sostenere iniziative che abbiamo ricaduta sul territorio comunale e sulle attività economiche del centro storico che ha bisogno di essere movimentato non solo con la “movida”.

È necessario mettere in atto un vero e proprio piano di investimenti.

Fino ad ora, invece, abbiamo assistito al triste svelarsi delle promesse non mantenute dalle forze di centro-destra, che in campagna elettorale ne avevano assicuravano il rilancio.

A Ruspolini e alla Lega chiediamo: come state cambattendo il degrado commerciale del centro storico?

A Fratelli d’Italia chiediamo:

dov’è il calendario di eventi di portata nazionale ed internazionale che prometteva di coinvolgere ed attrarre tutta la popolazione? Una Miss per Todi???

E a quando l’introduzione delle speciali agevolazioni fiscali per i commercianti e gli artigiani per favore l’apertura di nuove la attività nel centro e per i cittadini per farli abitare all’interno delle mura urbiche?

E cosa dire a Ruggiano che, in una intervista, a chi gli chiedeva se fosse favorevole o contrario alla realizzazione di un nuovo centro commerciale a Ponte Rio rispondeva: “Se la scelta è quella di realizzare un centro commerciale la mia risposta è “assolutamente no”.  Il nostro vero centro commerciale, come fosse il più bello Outlet del mondo, deve essere nel centro storico. Un centro storico con servizi moderni ed efficienti, che sia privo delle auto e che possa essere vissuto 24 ore al giorno.” Mentre a fine 2017 dichiarava “Si sta spopolando, ci vivono ormai meno di duemila persone, c’e’ bisogno che tornino le famiglie e per permetterlo bisogna creare le condizioni per farle stare bene: servono asili, parchi riqualificati e scuole, che al momento sono decentrate e dislocate nelle frazioni. Serve invertire quella tendenza che ha fatto in modo che i cittadini andassero a vivere nelle villette in periferia”.

Si sa la politica ingannevole e molto spesso si veste di apparenza.

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