domenica 19 agosto 2018

Home Lettere e Interventi Geoverdose: all’Umbria il primato di morti per droga

La richiesta di audizione dei Prefetti di Perugia e Terni del Consigliere regionale Leonelli alla Commissione d’inchiesta analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita, pur con gli ironici richiami ai contenuti delle campagne elettorali del centrodestra in materia di sicurezza, dopo la pubblicazione il rapporto Geoverdose del primo semestre 2018 che assegna all’Umbria il triste primato per le morti per droga, merita la massima attenzione.
Nel luglio scorso abbiamo diffuso un comunicato stampa in cui chiedevamo, come Popolo della Famiglia, l’attenzione dei Sindaci e dei Prefetti alla problematica della apertura di punti vendita della cosiddetta Cannabis light e del drastico e netto parere del CSS del 10 aprile scorso in cui si documenta un legame strettissimo fra l’assunzione della cannabis e il deterioramento cognitivo.
C’è altresì una correlazione strettissima fra la legislazione sulla Cannabis – la legge ha sempre effetti sul costume e le consuetudini di una società (ndr) – che ha avviato un vero e proprio di degrado sociale finalizzato anche alla legalizzazione delle droghe leggere, ed il dato delle morti per overdose e della criminalità legata allo spaccio, perché è staticamente documentato come gli abituali consumatori di cocaina ed eroina hanno prima avuto a che fare con sostanze stupefacenti di passaggio”, ha continuato Mazzotta, ritenendo che non è possibile concentrare un’azione di contrasto alla droga senza una visione generale della dinamica dello sballo.
“Alla Regione vorremmo chiedere soluzioni, proposte politiche e fondi consistenti per implementare l’azione delle agenzie educative che svolgono, insieme alle famiglie, l’azione primaria di prevenzione nell’uso delle droghe, riconoscendo che chi ha un ruolo di educatore e formatore, soprattutto della fascia di età dell’adolescenza (periodo particolarmente vulnerabile quando si parla del rischio dell’assunzione di droghe), deve essere privilegiato proprio da quella azione politica che in molti ci auguriamo affinché i Sindaci emanino specifiche ordinanze per sospendere sul proprio territorio comunale la vendita dei prodotti contenenti il principio attivo denominato “tetraidrocannabinolo”, che le Prefetture e la Polizia Postale contrastino anche la diffusione on-line di quei prodotti che vengono impropriamente chiamati cannabis leggera o legale.

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