mercoledì 19 settembre 2018

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Grazie alle edizioni digitali, i libri scritti a Todi sono disponibili in tutto il mondo con copie anche in Turchia, Giappone, Brasile e Sudafrica
Genesi di un auto-editore e del suo Maresciallo Maggio

Sono abituato a datare il mio debutto come autoeditore in coincidenza con la pubblicazione del mio primo libro, Doppio omicidio per il maresciallo Maggio, a fine 2012. In realtà, in maniera analoga all’impresa individuale che nasce contemporaneamente all’idea che la sostiene e non alla struttura e alla produzione successive, è più esatto tornare al maggio 2010 quando, per sondare l’opinione dei lettori, fondai il blog …vi parla il maresciallo Maggio, una terrazza aperta e un laboratorio sulla lettura, evolutasi nel corso degli anni con recensioni di film e libri, accanto alle pagine fisse dei miei scritti. Il blog ospitò all’inizio tre racconti, successivamente pubblicati in una raccolta prequel. Uno fu selezionato per il Giallo Mondadori. Purtroppo, o per fortuna, il redattore operò una serie di correzioni che ne stravolsero il senso e decisi che, da lì in poi, avrei fatto da solo.
Ne seguì il mio primo citato romanzo breve. Lo scrissi quasi d’istinto per dare corpo a un personaggio che avevo in mente nelle fattezze, nel carattere e nei modi. Non mi piacevano molto i ruoli tradizionali assegnati nella fiction e volevo creare un investigatore maturo, con pregi e limiti, degno della nutrita concorrenza. Mi piaceva che si occupasse di casi comuni ma anche di grandi temi, come la corruzione, il complotto politico-affaristico fino alla violenza di genere, con un occhio di riguardo ai personaggi e alle loro motivazioni, mai completamente positivi o negativi.
Alla fine del 2013 fui il primo iscritto alla prima conferenza a Senigallia sul selfpublishing, termine per gli anglofili e probabilmente più social, una fiera più che un esperimento, che non ha avuto seguito.
Nel 2014 organizzai un pioneristico convegno sull’argomento grazie anche alla collaborazione e alla disponibilità del personale della biblioteca di Todi. Gli accenti e la partecipazione furono quasi carbonari ma gli argomenti furono di sicuro molto interessanti. Si parlò per la prima volta di autoeditoria, una cosa che poi nuova non è. Moltissimi sono gli autori che hanno pubblicato e diffuso le proprie opere in proprio, come tanti sono i rifiuti eccellenti da parte degli esperti.
In due edizioni successive ho partecipato alla fiera romana della piccola e media editoria, Più libri più liberi, dove ho ascoltato editori tradizionali parlare di un qualcosa che, con ogni evidenza, non conoscevano abbastanza. Extra vergine d’autore, un’organizzazione attiva per la promozione di autori emergenti, ha selezionato tre miei libri con bollino di qualità e sono stato invitato due volte come relatore. A gennaio 2017, Doppio omicidio per il maresciallo Maggio esce in abbinamento con il Corriere dell’Umbria per tutto il mese. È di marzo scorso la partecipazione a Trame, il I festival nazionale del giallo di Assisi; di questi giorni l’assegnazione dello spazio a Umbria Libri 2018 e l’inizio della distribuzione nelle librerie umbre.
Mentre le lettere di rifiuto, necessarie alla mia caratura, di ben selezionati editori, crescevano, Maggio è arrivato a sette episodi, dei quali il IV, il V e il VI compongono la cosiddetta Trilogia del malaffare, inframmezzati da un romanzo storico, uno di formazione e dalla prima uscita di una raccolta di racconti che fungono da banco per altri generi e modalità narrative. Ho curato tradizioni in Inglese, Francese e Spagnolo, le prime due direttamente grazie alla conoscenza diretta con le bravissime traduttrici. Ho creato un marchio, Zipporo Direct Publishing, per dare un’identità a tutta la produzione, accompagnato da piccoli oggetti per il merchandising come magliette e segnalibri. Grazie alle edizioni digitali, i libri sono disponibili in tutto il mondo e ho diffuso copie in paesi remoti come Turchia, Giappone, Brasile e Sudafrica.
La rete è di certo un mezzo straordinario ma il vero passo in avanti è essere riconosciuti e ricordati per quello che si scrive più che per come lo si pubblica.

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