L'obiettivo del piano regionale è di raggiungere 300 mila umbri, 190 mila abitazioni, di cui almeno 150 mila in fibra ottica FTTH
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A San Venanzo ha preso avvio venerdì il 24esimo cantiere che rientra nel Piano regionale per la Banda Ultra Larga, riservato alle “aree bianche” del territorio regionale, quelle cioè considerate a “fallimento di mercato”.
“Un nuovo passo – sottolinea in una nota del vicepresidente Paparelli – per dotare una regione interna come l’Umbria, ricca di tanti piccoli borghi, di una infrastruttura tecnologica pubblica capace di raggiungere 300 mila umbri, 190 mila abitazioni, di cui almeno 150 mila raggiunte in fibra ottica FTTH. Un’opera da 56 milioni di euro che coinvolge 92 comuni dell’Umbria e 2.500 chilometri di fibra ottica. Tutto entro il 2020”.

All’apertura del cantiere erano presenti il primo cittadino di San Venanzo, Marsilio Marinelli, il dirigente servizio infrastrutture tecnologiche Regione Umbria Graziano Antonielli e alcuni referenti di Open Fiber, la società che si è aggiudicata a livello nazionale la gara per la costruzione e la gestione dell’infrastruttura pubblica in fibra ottica.
“Un intervento molto importante – ha affermato il sindaco di San Venanzo Marsilio Marinelli – per ridurre il divario digitale dei piccoli comuni marginali sfavoriti dal pubblico e che ci doterà di una connessione ultra larga nel giro di qualche mese. Grazie alla connessione veloce, cittadini ed imprese che operano nel territorio potranno godere di servizi essenziali e tecnologicamente avanzati che favoriranno il turismo e le aziende del territorio”.

“Nelle prossime settimane – ha annunciato l’assessore regionale Paparelli – saranno aperti i cantieri di Norcia, Arrone, Pietralunga, Panicale, Torgiano, Gualdo Tadino, mentre i Comuni di Attigliano e Castel Giorgio saranno tra i primi in tutta Italia dove verrà accesa la fibra. Una tabella di marcia che, se rispettata, vedrà terminare i lavori entro l’estate 2019”.

Il progetto per portare nelle aree bianche una connettività ad almeno 100 Mega al 70% delle unità immobiliari e a 30 Mega al rimanente 30% si è reso possibile grazie alla convenzione firmata tra il Ministero per lo Sviluppo Economico, la Regione Umbria, i Comuni interessati e Infratel Italia. Obblighi del Piano sono la tecnologia FTTH (Fiber To The Home) o radiofrequenza ad alta capacità (antennine in frequenza licenziata per raggiungere ad almeno 30 Mega le case sparse); il collegamento in fibra di tutte le sedi pubbliche e di tutte le aree industriali (aree PIP). Sulla base di questi presupposti è stato creato un lotto unico con la Regione Marche.

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