La referente della Lega di Massa Martana, Luana Sensini Passero, chiede conto al Sindaco Bruscolotti dei provvedimenti finora adottati per tutelare ambiente e salute dei cittadini
Castelrinaldi

Circa un mese fa, rispondendo alle osservazioni della Lega, il sindaco Bruscolotti informava la popolazione che erano in corso dei controlli sui pozzi inquinati nel comune di Massa Martana. La Bruscolotti, tuttavia, non indicava né i modi, né i tempi di soluzione del problema. «Come Lega», ricorda la referente della Lega di Massa Martana, Luana Sensini Passero, «avevamo segnalato la questione dei pozzi privati inquinati, anche preoccupati, al pari di altre forze politiche, dei possibili rischi legati a una fertirrigazione non correttamente effettuata.

«La Bruscolotti, finora», afferma la Sensini Passero, «non ha prodotto altro se non ordinanze in cui ha puntualmente contraddetto sé stessa, a scapito della salute dei cittadini sui quali ancora governa. Infatti con l’ordinanza n. 85 del 1° agosto scorso aveva rettificato la sua prima ordinanza (la n. 57 del 23 maggio 2018) per venire incontro all’azienda di maiali che aveva fatto richiesta di togliere il divieto di fertirrigazione. Si leggeva nel testo firmato dal sindaco: “… vista la lettera della società agricola Center Pig nella quale si chiede la modifica dell’ordinanza n. 57 del 23 maggio 2018 limitando il disposto divieto soltanto per l’utilizzo umano (…) ma con rimozione del divieto di utilizzo dell’acqua ai fini irrigui”. Così la Bruscolotti», continua la Sensini Passero, «concedeva sia all’azienda di continuare a fertirrigare i campi (con «un’acqua» poi finita nelle falde acquifere del sottosuolo inquinando i pozzi di privati cittadini), sia al privato di irrigare i propri ortaggi con l’acqua «sporca», fra l’altro in un’estate in cui l’acqua a Massa Martana ha viaggiato più con le autobotti che nella rete idrica comunale».

«Ma pochi giorni fa», continua la leghista, «il sindaco, sempre più tentennante, emanava un’altra ordinanza, la n. 108 del 12 ottobre 2018, in cui ri-vietava all’azienda di maiali di fare fertirrigazione». Nella stessa si legge che la Bruscolotti ha ordinato «la sospensione dell’attività di utilizzazione agronomica nei terreni posti a ovest rispetto all’allevamento zootecnico suinicolo Center Pig, richiamati nella relazione tecnica Arpa, i quali risultano censiti al NCT del Comune di Massa Martana al foglio n. 13 particelle n. 67-68-81-82-83-87-92-95-101-125-126 e al foglio n. 19 particelle n. 593 e 594 (ex particelle 9 – 10) con decorrenza immediata». Un bel po’ di terre, fra cui anche quelle dell’Ente tuderte di assistenza e beneficienza (Etab) di Todi accanto a quelle di privati. All’azienda di maiali veniva pure ordinata «l’effettuazione di una verifica, in base al carico di azoto prodotto dall’allevamento, sulla necessità di integrare il documento unico di comunicazione con nuovi terreni».

«Come mai la Bruscolotti ha cambiato ancora idea e, alla fine, ha vietato la fertirrigazione dei terreni circostanti l’azienda di maiali? Solo perché è stata costretta dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa Umbria)», spiega la Sensini Passero. Difatti, come riporta la sua stessa ultima ordinanza, il dipartimento ispezione e controllo dell’Arpa aveva chiesto al Comune di Massa Martana «l’emissione di un provvedimento (ossia di una nuova ordinanza del sindaco) ai sensi dell’art. 41 comma 1 lettera c della Dgr dell’Umbria n. 1492/06 nei confronti dell’allevamento zootecnico suinicolo Center Pig al fine di sospendere l’attività di utilizzazione agronomica (fertirrigazione) nei terreni posti a ovest rispetto all’impianto stesso.

Inoltre la stessa Regione dell’Umbria, con determina dirigenziale n. 9872 del 28/09/2018 aveva diffidato il Center Pig nella persona del suo legale rappresentante e lo “invitava” a conformare le attività a quanto previsto dalle prescrizioni autorizzative e, nello specifico, ai seguenti adeguamenti e misure complementari: la Regione chiedeva infatti al Center Pig, entro 30 giorni dal ricevimento della sua comunicazione, di “provvedere allo svuotamento della vasca in cemento armato e alla esecuzione delle verifiche di tenuta” richieste dall’Arpa, nonché entro 60 giorni di “provvedere all’ispezione dell’intera linea di raccolta – sottogriglia e trasporto del liquame fino alle vasche di stoccaggio al fine di verificare la corretta tenuta della linea». «La Regione, a fine settembre», fa notare la Sensini Passero, «aveva già trasmesso questo suo atto all’Usl Umbria 1 che si occupa della tutela della salute pubblica, al Comune di Massa Martana che dovrebbe occuparsene e all’Arpa Umbria per l’effettuazione dei controlli. C’è da sperare», conclude Sensini Passero, «che, dopo tutta questa produzione di carte da parte della Regione e dell’Arpa, anche la Bruscolotti abbia compreso che la questione dell’inquinamento di pozzi e di terreni, non solo appartenenti ai privati, ma anche a enti di beneficienza, è cosa seria».

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