Il progetto per la messa in sicurezza della frazione tuderte, sembra essersi impantanato nel fango dell’alluvione del 2012
L'alluvione a Todi

I tragici fatti nazionali di questi giorni, con le calamità naturali che hanno causato morte e danni ingenti in molte parti d’Italia, riportano in evidenza le problematiche di Pian di San Martino che nel novembre del 2012, subì una delle più grandi alluvioni nella storia della frazione tuderte. Dopo la fase emergenziale si pensò a come mettere in sicurezza l’intera zona e si arrivò alla progettazione di un argine, la cui realizzazione trovò però l’opposizione di molti dei residenti di Pian di San Martino.

Della questione, torna oggi a parlarne il consigliere comunale di Todi Civica Floriano Pizzichini: “Il 4 Agosto 2017 si teneva a Pian di San Martino una riunione fra amministrazione comunale e cittadinanza,  in relazione alla messa in sicurezza del territorio dopo l’alluvione del 2012. In quei giorni  l’assessore all’urbanistica, rispondendo ad una mia interrogazione, garantiva un percorso di partecipazione con la popolazione per definire e concertare la migliore soluzione possibile. A seguire vi furono anche le prese di posizione dei partiti di maggioranza che esclusero in ogni modo l’ipotesi dell’argine, già osteggiato dai residenti. È passato oltre un anno da quelle iniziative e della messa in sicurezza della frazione non si hanno notizie”. 

Todi Civica è tornata sulla questione, attraverso una interrogazione per capire se vi fossero novità, ma senza ricevere alcuna risposta. “Non si comprende perché – dice Pizzichini – nonostante nella precedente legislatura, grazie alla Regione, si siano trovate importanti risorse per intervenire, ancora oggi non si proceda con gli interventi di messa in sicurezza. Ritardi e carenze che stanno diventando incomprensibili e che lasciano alla responsabilità degli amministratori i rischi in cui può ancora oggi incorrere il territorio ed i cittadini. Sollecitiamo ancora una volta l’amministrazione comunale ad affrontare la questione che non può subire ulteriori rinvii”. 

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