Agricolus, start up già operante in Europa e negli Stati Uniti, ha scelto Todi per un focus sull'agricoltura di precisione durante il quale sono stati presentate esperienze aziendali, nuovi prodotti e un'Academy Educational
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L’agricoltura che abbiamo conosciuto è cambiata. L’agricoltura che viviamo ora sta già cambiando. L’agricoltura nel prossimo futuro cambierà ancora. E’ il messaggio uscito dal convegno sulla precision farming tenutosi al teatro dell’Istituto Agrario di Todi sabato 24 novembre.
Al centro dell’attenzione il caso di Agricolus, start up umbra inserita tra i casi di successo europeo e con interessi radicati ormai anche oltreoceano, luogo di origine di quell’agricoltura di precisione che, con i necessari adattamenti, rappresenta ormai la nuova frontiera anche del comparto agroalimentare italiano.

Il settore è dinanzi ad una vera e propria rivoluzione, con dinamiche di crescita veloci ed esponenziali. Da qui la scelta di presentare la visione di futuro nella scuola di agricoltura più antica d’Italia, con Antonio Natale ed Andrea Cruciani, co-fondatori di Agricolus, che hanno fornito i dati degli investimenti finanziari a livello globale e le opportunità di crescita in termini occupazionali e illustrato la propria strategia.

L’agronoma Sara Antognelli ha invece parlato di dati satellitari, modelli previsionali e Sistemi di Supporto alle Decisioni, tecnologie e strumenti che permettono di ridurre i costi di gestione della coltura, incrementare la qualità dei prodotti, salvaguardare l’agroecosistema, determinare le quantità di input necessari alla coltura per la somministrazione di acqua, concimi e fertilizzanti e ottimizzare le operazioni da compiere.

Importanti testimonianze applicative a livello aziendale sono venute da Attilio Persia delle Cantine Lungarotti, da Cesare Trippella e Alessandro Moretti di Philip Morris Italia e da Mauro Brunetti della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, soggetti che hanno avviato da tempo il processo di digitalizzazione delle attività colturali e che stanno portando avanti progetti innovativi che prevedono l’utilizzo delle più avanzate tecnologie di precision farming per l’ottimizzazione delle pratiche agronomiche.

Sulle sfide aperte in tema di ricerca e sperimentazione si è soffermato infine il Professor Francesco Tei, direttore del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia, impegnato su questo fronte con importanti iniziative che la vedono collaborare già da alcuni anni con primarie società del settore, a partire dalla stessa Agricolus.

Chiusura dedicata alle questioni afferenti la formazione e l’aggiornamento degli imprenditori e degli operatori, un aspetto  culturale che se non affrontato con un approccio tempestivo ed adeguato potrebbe rallentare l’introduzione della smart agricolture in Italia ed aumentare il gap già esistente tra domanda ed offerta di personale qualificato.
A tal fine Federica Bordoni ha presentato l’Academy, un dipartimento educational al quale Agricolus ha dato vita e che proporrà, a partire proprio dall’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, percorsi formativi professionalizzanti a diversi livelli, sia agli studenti che agli addetti del settore primario.

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