Secondo l'accusa le aziende di igiene urbana avrebbero percepito da alcuni Comuni umbri pagamenti per dei servizi mai effettuati
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Anche il Comune di Todi si costituisce parte civile nel processo penale a carico di Gesenu. Lo ha reso noto il Sindaco Antonino Ruggiano in risposta all’invito a lui rivolto dal Movimento 5 Stelle. Ruggiano sottolinea che l’Amministrazione tuderte farà di tutto per far valere i diritti dei suoi cittadini e che l’incarico di rappresentanza processuale è stata già affidata all’avvocato Nadia Trappolini.

Ad esprimere soddisfazione per la decisione presa è la Lega che sul tema dei rifiuti negli ultimi anni ha portato avanti battaglie importanti a tutti i livelli, sia per denunciare le inefficienze che i lati opachi della gestione dei rifiuti in Umbria. Nel dettaglio la costituzione di parte civile riguarda il processo incardinato per i reati, anche associativi, inerenti traffico di rifiuti, inquinamento ambientale e truffa aggravata.

“Come forza di Governo – si legge nella nota della Lega – riteniamo fondamentale chiedere il riconoscimento di ogni eventuale danno procurato all’ente e in primis ai cittadini tuderti che sono quelli che pagano il servizio di gestione di rifiuti. Anche perché a Todi i numeri parlano chiaro: l’installazione di 89 campane nei centri abitati ad alta densità abitativa e di 69 contenitori dedicati per le utenze non domestiche hanno consentito di avviare a recupero di 117 tonnellate di vetro pulito e, a fronte di un progetto ben più ampio, abbiamo raggiunto la percentuale di raccolta differenziata pari al 71,40 % al 31 dicembre 2017 rispetto al 65% richiesto dalla regione contenendo l’aumento dei costi dovuto al trasporto extraregionale”.

Il Pm Valentina Manuali, nell’ambito dell’inchiesta denominata “spazzatura connection”, ha calcolato in diciotto milioni di euro il profitto illecito accumulato da Gesenu, Gest e Tsa. Secondo l’accusa le aziende in questione avrebbero percepito da alcuni Comuni umbri pagamenti per dei servizi mai effettuati. Ed ora che è stata calcolata una cifra, le parti lese, i Comuni in questo caso, potrebbero decidere di chiedere un risarcimento. In tal senso Todi si è mossa d’intesa con Perugia, i Comuni del Trasimeno, di Corciano, di Marsciano e di Assisi a testimonianza che la dimensione del problema travalica i confini comunali e richiede di essere affrontata in tale ottica.

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