I risultati dei laboratori di consapevolezza condotti dal Digital Transformation Institute, con il sostegno di Coop, nella comunità scolastica tuderte
genitori digitali todi

Si è avviato a conclusione a Todi, con l’incontro di partecipazione rivolto alle famiglie, il progetto “Condividi con la testa” che il Digital Transformation Institute, con il sostegno del Comitato soci e lavoratori Coop Todi, ha promosso, per il secondo anno consecutivo, all’interno della scuola media “Cocchi-Aosta” con l’obiettivo di supportare i ragazzi per un approccio consapevole all’utilizzo e alla propria presenza sui social network.

Destinatari dei laboratori una sessantina di ragazzi delle classi prime, con i quali gli esperti del centro di ricerca sugli impatti dell’innovazione digitale hanno lavorato per alcune settimane in un clima dinamico e informale. Dall’esperienza sono emerse anche le abitudini di questo piccolo campione di ragazzi di oggi miscelato dal DTI con altre iniziative analoghe. Vediamole.

Tutti gli studenti hanno dichiarato di avere uno smartphone (alcuni già dalla terza elementare); quasi tutti hanno la SIM dati, ovvero una connessione sempre disponibile; tutti usano Whatsapp; meno di un quarto di loro ha un accoun Instagram; un terzo utilizza Musical.ly o Tic Toc; praticamente tutti giocano online (molti con giochi riservati a maggiorenni); quasi un terzo dichiara di non avere limiti di tempo nel gioco (c’è chi si spinge ad oltranza, anche 6-7 ore al giorno); pochi sono utenti Snapchat e quasi nessuno di Facebook; su Fortnite, gioco online molto diffuso, c’è chi dichiara di aver speso dai 30 ai 300 euro negli ultimi quattro mesi utilizzando la carta di credito dei genitori.

Inconsapevolezza. Più della metà dei ragazzi alla domanda “Cosa hai detto di te on line” risponde “Niente”. Nessuno è consapevole che l’anonimato non esiste (tutti sono convinti che si possa restare anonimi semplicemente usando un profilo fake). Quasi nessuno ha ragionato sul pericolo di “profilo privato” o condivisione privata di foto e video. Molti dicono di provare fastidio nel litigare su Whatsapp o nel vedersi escludere dai gruppi “per dispetto” o vendetta di alcuni amministratori (cosa molto frequente). Nessuno sa cosa siano le policy. Alcuni lasciano il telefono acceso durante la notte e leggono notifiche. Tutti per iscriversi ai social hanno barato sull’età (e non se ne preoccupano così come i genitori a cui lo hanno chiesto). Non hanno mai riflettuto sul fatto che non dovrebbero pubblicare foto di minori (loro amici) sui social.

Maturità. Alcuni si lamentano per il fatto che i genitori postano loro foto su Instagram o Facebook. Altri riconoscono di aver sbagliato a filmarsi di viso su Musicaly. Notano la non coerenza dei genitori che impongono regole di uso di giochi e telefono ma loro non le rispettano (e sono spesso immersi nei telefoni quanto loro). Vorrebbero aiutare gli amici in difficoltà se sono attaccati ma non sanno bene come fare a gestire queste situazioni.

Il progetto si concluderà con l’elaborazione di un nuovo manifesto di consapevolezza digitale scritto dagli stessi ragazzi, che sarà poi portato alla condivisione di una comunità scolastica allargata. Non a caso all’incontro serale per genitori e docenti di sabato 1 dicembre hanno dato la loro adesione anche la Direzione didattica di Todi e l’Istituto comprensivo di Massa Martana – entrambi guidati dalla dirigente Silvana Raggetti – il Liceo Jacopone diretto dal Preside Sergio Guarente, l’Istituto superiore Ciuffelli-Einaudi facente capo al dirigente Marcello Rinaldi e, ovviamente, la scuola media Cocchi-Aosta rappresentata nell’occasione dalla vicepreside Luisa Giovi.

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