I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, sottolineano che in Umbria il contributo al tabacco continua ad essere più alto di quello a chi coltiva olivi
tabacco-campo2

“Anno nuovo, vecchie prassi: in Umbria il tabacco continua a contare più dell’olivo”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, annunciando atti ispettivi sull’argomento.

“Anche nel 2019 – spiegano Liberati e Carbonari – il contributo al tabacco continua ad essere più alto di quello corrisposto a chi coltiva olivi. Una scelta non in linea con le politiche nazionali ed europee sul tabagismo: si può incentivare la coltivazione biologica per un prodotto che comporta una serie di patologie, tra cui un accertato rischio di cancro?”.

“Inoltre – proseguono – calano gli aiuti per le colture, incluse quelle veramente di frontiera per difficoltà di coltivazione e scarsa redditività. Né si tiene assolutamente conto della loro utilità sociale e ambientale rispetto alla fragilità dei territori e alla loro vocazione storica. Infatti è stata pubblicata la determina dirigenziale che aggiorna gli aiuti europei per gli agricoltori che si sottopongono a regimi integrati e biologici, aiuti fortemente rivisti a ribasso. Sarebbe sufficiente già questo per smascherare l’ipocrisia dei buoni propositi dell’ecosostenibilità delle produzioni, sempre sbandierati da una Giunta regionale che dice di voler ‘valorizzare in Umbria coltivazioni ad impatto zero o minimo e di qualità, unico modo per rendere l’agricoltura competitiva rispetto alle altre Regioni Italiane’”.

“Insomma – concludono Liberati e Carbonari – con l’anno nuovo siamo dinanzi al vecchio teatrino di sempre: navigati attori iniziano il consueto spettacolo, tra inaugurazioni, clientes, propositi e proclami per far passare in secondo piano la realtà, in un quadro di persistente fragilità economica delle piccole e medie imprese agricole”.

condividi su: