Nuovo appuntamento con la Stagione di Prosa del teatro Concordia mercoledì 9 gennaio alle ore 21: protagonista Andrea Zorzi
La leggenda del pallavolista volante.6

È Andrea Zorzi, detto “Zorro”, pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con la nazionale guidata da Julio Velasco, il protagonista del prossimo appuntamento della Stagione di Prosa del Teatro Concordia a Marsciano mercoledì 9 gennaio 2019. “La leggenda del pallavolista volante”, per regia di Nicola Zavagli, è una grande storia di vita e di sport. Attorno ad Andrea la verve dell’attrice Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo campione dello sport italiano.

Un pallone sgualcito diventa il volante che il padre impugnava durante i molti chilometri percorsi nella sua vita d’autista. Le panche dello spogliatoio, dove ci si confrontava, si discuteva e si finiva spesso per litigare, si tramutano nel letto dove un adolescente febbricitante cresceva troppo e sognava di trovare una ragazza. Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti. Ed ecco dipanarsi un affresco teatrale dove la vicenda personale s’intreccia alla storia e al costume, dove la carriera di uno sportivo viaggia attraverso la cronaca e la storia di un Paese: dalla campagna veneta degli anni Settanta ai nostri giorni, dai racconti di un’adolescenza complessata, alla formazione di uno sportivo e poi di un campione.

Con questo spettacolo il teatro porta in scena lo sport e lo sport porta in scena la vita, con un crescendo di momenti a tratti ironici ed esilaranti, a tratti malinconici o persino drammatici.

Attraverso la biografia di un campione che ha segnato la nostra storia sportiva, è possibile riscoprire con leggerezza la filosofia e il potenziale umano dello sport, al di là degli imperativi tecnici, economici e mediatici, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra non si possa arrivare da nessuna parte.

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