Non è vero che ERG ha la concessione del Polo idroelettrico di Terni fino al 2029.  Stando infatti alla lettera del Decreto Bersani -la normativa madre sulla liberalizzazione del settore- tali concessioni sono già scadute il 31 dicembre 2010. Ma perché non se ne parla?
Nel lontano autunno 2008 si verificò a Terni un episodio rapidamente dimenticato, ma che avrebbe segnato il decennio a venire relativamente al rapporto -tutt’altro che virtuoso- tra politica e concessionari idroelettrici.
All’epoca, un dirigente della Provincia di Terni fornì infatti un parere secondo il quale la concessione del Polo idroelettrico di Terni non sarebbe scaduta il 31 dicembre 2010, ma nel 2029. Eppure il Decreto Bersani (1999) stabiliva la proroga al 2029 delle sole concessioni Enel.
Per tutte le altre, la scadenza era fissata al 2010: ebbene, quando il Polo idroelettrico di Terni finì sul mercato era già targato Elettrogen, la c.d. Genco del Tesoro. Non era più Enel.
Bisognerebbe dire basta alle liti da pollaio attuali, ricordando invece le pregresse responsabilità del caos odierno: la Provincia di Terni, allora pienamente competente per le concessioni, con quell’assurdo parere legale fece un favore grosso come una Cascata alle corporation dell’energia, all’epoca dominata da E.On, danneggiando gli interessi generali della città e perfino la Thyssen -a quel tempo interessata alla partita delle centrali locali.
E la Regione Umbria cosa fece dopo quel parere? Per bocca del suo assessore all’Industria di allora, ternanissimo, si lamentò contro l’allora presidente della Provincia di Terni, promettendo ‘istruttorie’ che probabilmente nemmeno furono fatte.
Non lamentiamoci poi se l’Umbria sud registra da decenni soltanto passi indietro: l’unico modo per uscirne sta anzitutto nel ricordare come la stessa ERG, oggi, goda i ricchi frutti di quell’illogico parere -contrastato, si sappia, da altri qualificati pareri legali.
Una vicenda grottesca che dovrebbe imporre congiuntamente a Regione e Comune una sensibilizzazione nei confronti del Governo, affinché si denuncino finalmente simili anomalie, costruendo subito dopo le condizioni politiche per riprenderci finalmente le centrali, partecipando ai futuri bandi per gestire in house questa ricca rendita.
Il resto sono le solite liti da cortile di una città e di una Regione senza bussola-

condividi su: