La Giunta Regionale ha avviato le procedure per rendere più facile l’accesso al credito per operazioni fino a 120 mila euro, agevolando soprattutto le piccole imprese
paparelli

Facilitare l’acceso al credito delle piccole e medie imprese umbre: con questa finalità la  Giunta regionale, su proposta del vice presidente ed assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli, ha presentato alla Conferenza unificata Stato-Regioni la richiesta di limitazione sul territorio regionale dell’intervento del fondo nazionale di  garanzia  nella forma della controgaranzia dei confidi e degli intermediari finanziari autorizzati per operazioni di finanziamento fino a 120 mila euro.  

“Si tratta di una misura – ha detto Paparelli – che si colloca nel contesto delle politiche adottate dalla Regione per mitigare le difficoltà di accesso al credito delle piccole imprese, sulla quale abbiamo condiviso la posizione unitaria di tutte le associazioni delle piccole imprese umbre che ne hanno sottolineato la necessità anche alla luce delle recenti tendenze del mercato del credito regionale. Il fondo di garanzia nazionale per le PMI – ha proseguito Paparelli – può svolgere un ruolo fondamentale per superare le criticità del mercato grazie ai meccanismi che consentono di alleggerire i requisiti patrimoniali richiesti alle banche rispetto alla quota di patrimonio che deve essere accantonato a fronte di ogni operazione di finanziamento.

L’operatività del fondo, limitata per le operazioni di importo fino a 120 mila euro dovrebbe quindi consentire in particolare alle piccole imprese maggiori opportunità grazie anche al supporto dei confidi e degli intermediari finanziari in grado di supportarne il rapporto con il sistema delle banche. Si tratta anche di uno strumento ulteriore rispetto alle tendenze del mercato del credito che la stessa Banca d’Italia, nell’aggiornamento sulla congiuntura 2018 in Umbria, evidenzia non essere favorevoli per le piccole imprese con una diminuzione dei prestiti concessi dalle banche a questo segmento e delle condizioni di accesso più onerose rispetto a quelle delle imprese più strutturate.

Da qui – ha concluso l’assessore – la necessità di un’ulteriore misura che si affiancherà all’operatività degli strumenti finanziari messi in campo con il programma Umbria Innova. Una misura temporanea per un periodo di due anni con cui la Regione si è riservata la possibilità di assumere ulteriori determinazioni ed eventuali correttivi sulla base del costante monitoraggio che effettuerà un tavolo tecnico al quale parteciperanno rappresentanti delle imprese, banche e dei confidi”.

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