Raccolta di firme per mettere fine al pericolo quotidiano in quel tratto di viabilità, teatro già di incidenti mortali
Strada pontecuti

Sono 156 finora la firme raccolte dal documento che chiede al Comune di Todi di mettere fine all’insopportabile violazione dei limiti di velocità all’incrocio delle strade che da Todi, da Doglio e dalla Canonica confluiscono sulla statale 448. C’è posto per altre firme: i volonterosi sono attesi al bar Il Ponte Antico ai piedi del Colle.

Chi scende da Todi a Pontecuti ha di fronte il ponte che scavalca il Tevere. Chi scende da Doglio o dalla Canonica per salire in città ha di fronte l’eleganza del borgo. E’ a questi incroci che si può misurare l’arroganza dei tanti imbecilli che se ne fregano dei cartelli che segnalano l’obbligo dei 50 all’ora. E su questi incroci in tanti hanno pianto la morte di parenti o amici. Fateci caso: la Polizia Municipale segnala che può avere sulla 448 i misuratori di velocità. Chi li ha visti? Chi è stato punito? Sarebbe interessante saperne qualcosa.

Tutti quelli che hanno firmato percorrono queste strade almeno due volte al giorno. Altri si sono aggiunti conoscendo il pericolo dell’agguato che può venire da destra o da sinistra, da autotreni, automobili e motociclisti. E’ una gara tra incoscienti. E c’è il più imbecille degli altri che sorpassa dove proprio non si può, davanti al ponte.

Per chi non lo sapesse l’incrocio di Pontecuti è il passaggio obbligato per raggiungere Todi uscendo dalla E45 o venendo da Orvieto e dall’autostrada. I chilometri di asfalto di questa extraurbana secondaria – così il Codice della strada classifica la 448 – affiancano il Tevere e il Lago di Corbara con panorami di grande bellezza. Se si rallenta per guardare, ecco il camionista che strombazza per avere strada. Devi svoltare per la Posta di Pian di Porto o salire al Colle o andare alla Canonica o Doglio, e rallenti, ecco il furbo di turno che ti supera a 90 e ti guarda male. Vuoi uscire dal ponte per girare a sinistra o destra, la prudenza non basta mai. Dall’una e dall’altra parte arrivano incollati, camion e vetture, e dopo il turbine ti senti in grazia di Dio se sei passato.

Ho chiesto all’Anas un anno fa cosa si può fare per obbligare l’imbecille ribelle a rispettare il Codice e il buonsenso. I dissuasori di velocità a pavimento non si possono montare. Risultano poco efficaci anche i dispositivi di segnalazione luminosa. L’unico vero deterrente sono i dispositivi fissi o mobili autovelox.

Nel documento che verrà consegnato al Sindaco si chiede la realizzazione di una rotatoria. L’importante è fare qualcosa in fretta. Nessuno di noi che abbiamo firmato vuole più essere ostaggio dell’arroganza degli imbecilli al volante. C’è chi ha perso la vita su questi incroci e chi ne porta ancora i segni. Comune sveglia!

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